DEDO
"CUORE ELETTROACUSTICO"
"INVERNO MALEDETTO" - Official HD
La copertina presenta un Dedo a due facce, coloratissimo e sgargiante il suo lato sinistro (forse l'ecliettica essenza che ha...), offuscato da un velo grigio il suo lato destro. E se la sua parte sinistra sembra prendersi gioco e trasgredire alle regole del ben pensante, il suo lato destro riflette in quell'ombra "intima" su tutte le condizioni reali in cui si sta giocando la partita del quotidiano. L'occhio di questa porzione di volto ha anche il classico simbolo On/Off quasi a parafrasare il mondo digitale che impera. Insomma, metafore a parte, il nuovo disco di DEDO mi restituisce proprio queste sensazioni: si intitola "Cuore elettroacustico" , un continuo binomio in ogni angolo del disco, un importante filo conduttore che lega a se tutte le 10 tracce di questo lavoro che sembra far convivere una buona dose di "follia" e di intraprendenza...e poi tanta indiscutibile ironia. Non si prende sul serio DEDO e sa stare benissimo al gioco di chi fa - appunto - dell'ironia una chiave di lettura intelligente da cui esaminare ciò che vive intorno. Ma non è un disco comico come ci si aspetterebbe da Elio...tutt'altro...mandiamo in onda per esempio il bellissimo video del singolo "Inverno maledetto" - forse unica traccia del disco a trattare il tema dell'amore: assieme ad Asia Argento e Max Gazzè si fa della "parodia" seriosa e brillante di una partita di poker in un locale retrò, quasi "western" nel mood, tra room d'annata e richiami cinematografici d'autore. E poi una rissa a mano armata (il nostro Gazzè che addirittura sfila un kalashnikov e spara alla tavolata e qui vedo forti anche i rimandi ai tremendi fatti di cronaca...ma magari è solo mia questa visione) che termina con la fuga del nostro eroe che riesce a mettersi in salvo...almeno così credeva. Morirà di li a poco...incorniciato da un sound rockabilly, come non restare rapiti da questo eterno meltin pot di richiami, rimandi, dal sound alle melodie per non parlare di ciò che mostra il video. Insomma il disco è pieno zeppo di questi ritorni d'autore presi in prestito dalla tv glitterata e dal grande commercio discografico. Cita la filosofia di Orwell, cita in qualche misura anche Pasolini e quel tipico pensiero che punta il dito all'edonismo, a quel consumismo intelletuale e alle manovre di potere...nel brano "Resta sul divano" per esempio troviamo l'ironia di pensare che sia salvifico continuare a fare il gioco di un sistema che ci vuole sempre più omologati davanti alla tv...restando appunto sul divano!!!
E così dicendo, "Cuore elettroacustico" si dipana attraverso un sound che delle volte sembra pop digitale, altre volte rockabbilly, altre ancora credo di avvertire le spigolosità dello Ska...ma in buona misura c'è tutto questo e molto altro ancora.
Un disco poliedrico e di mille colori. Un bellissimo lavoro che vi consigliamo di consumare come si deve...e con molta molta attenzione.
Gianluca Clerici
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