Dario Dee: l'emancipazione fuori dalla stanza

Venerdì 20 Settembre 2019 17:18 Silvio Terenzi
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DARIO DEE
"DARIO É USCITO DALLA STANZA"

DARIO DEE Cover

"Il mio pesce corallo rosso" - OFFICIAL HD

Come nel titolo: disco di amencipazione personale per il cantautore pugliese Dario Dee che torna in scena con un lavoro dal titolo emblematico "Dario è uscito dalla stanza" per dare seguito a tutto un percorso che ha trattato il solipsismo come diretta conseguenza di temi assai importanti come il bullismo. Ma è tempo di emancipazione appunto, tempo di uscire dalla stanza e affrontare se stessi prima e il mondo poi. Un disco di 14 inediti molto interessanti a partire dal singolo di lancio "Il mio pesce corallo rosso", di questo elettro-pop di stampo indie che si fa eclettico e intrispettivo allo stesso tempo, marchiando a fuoco il suo inciso e il significato assai intelligente da lasciare. E tanto altro nel disco che tratta persino - in chiave romantica - il dramma del conflitto siriano. Dario Dee dimostra maturità ed quilibrio confermando la sua facciata spesso facilmente discutibile ma anche densa di grandissimi significati sociali.

Nuovo disco e nuove frontiere della parola personale. Senti di aver raggiunto un obiettivo o di aver solo intrapreso la strada per un futuro traguardo?
Entrambe. Quando l’ho pubblicato ho raggiunto l’obbiettivo di scrivere senza filtri, diretto e sincero. Ora già sento di dovere lavorare su un futuro traguardo che descriva questo mio periodo doppio: da una parte la voglia di parlare pop e dall’altra la voglia di voce nuda e chitarra acustica. Due facce che resteranno distinte, un album doppio.

La tua Puglia come ha reagito a questo lavoro?
La mia Puglia mi supporta sempre, quando chiamo lei risponde. Anche se in questa era globalizzata i nostri Festival si riempiono di artisti e dj stranieri... ma all’estero se scegli di scrivere in italiano non c’è tutta l’accoglienza che noi viceversa riserviamo. Non dico che dovremmo chiuderci, mai e poi mai lo penserei... ma se andassimo oltre i soliti nomi italiani? Mi è dispiaciuto non essere riuscito ancora a portare questo mio progetto con un live in Puglia.

Restando sul tema da più parti si parla della provincia come un ritorno alle energie pure che governano e ridanno lustro alla creatività delle nuove generazioni. Un po’ come accadeva negli anni ’90. Cosa ne pensi?
Personalmente dopo 15 anni a Roma, sono scappato. Mi sembrava di essere fin troppo trascinato dalla vita e a volte di remarle contro solo perché avrei voluto più spesso condurla. In città ci torno spesso per trovare altre ispirazioni ma poi mi ricarico e faccio ordine altrove. Sicuramente la musica più originale non vive solo a Roma e a Milano, anche dalla provincia arrivano ottime idee. Bisognerebbe fare incontrare le due realtà. Sono sempre stato per le contaminazioni.

Ed ora che sei “uscito dalla stanza”? Che parte di mondo vorrai visitare?
Andrò dove ancora non sono stato. Ovunque è pieno di posti meravigliosi che danno una visione più completa e complessa. Eppure il Mondo sembra così piccolo rispetto all’intero Universo. Pensa quanto siamo minuscoli, viaggiare ci riporta a questa dimensione, di maggiore rispetto. L’unica eccezione? New York, ogni istante per me è quello giusto per prenotare un volo e ritornare... non è un caso che l’artwork che ho realizzato della cover dell’album abbia dentro immagini da NY.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 20 Settembre 2019 17:31 )