Federico Sirianni: tra letteratura e società

Giovedì 11 Novembre 2021 17:50 Silvio Terenzi
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Federico Sirianni
"Maqroll"

copertina Maqroll

"Una sorta di naufragio" - Official Video


Disco impegnato, impegnativo, disco di grandi visioni favolistiche ma anche di preziose citazioni letterarie, dalla grande letteratura di Alvaro Mutis alla bella canzone itlaian di De Gregori e Guccini. Ma attorno a questi che risultano essere dettagli, si dipana e si celebra la nuova canzone del cantautore ligure Federico Sirianni. Si intitola "Maqroll" - come il famaoso gabbiere - questo nuovo disco accompagnato anche da un libretto che narra di incollocabilitàe lo fa attraverso la penna di scrittori, fotografi, poeti, narratori... Sirianni in tour attualmente per presentare questo lavoro, si affida forse per la prima volta ad una certa elettronica, qui firmata da FiloQ, elemento cardine, per niente scontato, ingrediente che manteca e traduce in suono le sensazioni che arrivano tra le righe. Un disco dedicato a questa vita liquida, a questo essere (appunto) incollocabili, disco che somiglia all'acqua perennemente protagonista di questo lungo lavoro. Culla l'ascolto, impegna il pensiero e stimola l'analisi. Belle cose che dal tempo di oggi difficilmente ci aspetteremmo...

Nuovo disco per Federico Sirianni. All’indomani (speriamo) di una pandemia escono dischi assai impegnati e impegnativi. Un gesto di resistenza o di rivalsa personale in qualche modo?
Non direi, perché le canzoni del disco, a parte una, sono state scritte tutte precedentemente alla primo periodo pandemico. Questo lungo ed estenuante periodo storico non ha influito in maniera particolarmente positiva sulla mia creatività: nella prima fase mi sono riposato, nella seconda mi sono un po’ spento. Per fortuna avevo già tutto il materiale del disco e ho approfittato con i miei amici produttori di questa interruzione del mondo per lavorare con molta pazienza e senza alcuna fretta sugli arrangiamenti.

Perché Alvaro Mutis? Il caso di un incontro o il quid che completa un’ispirazione?
Direi entrambi gli aspetti. L’incontro è stato effettivamente abbastanza casuale, in una libreria a casa di amici che mi ospitavano a Udine in cui ho trovato questo “Trittico di mare di terra” che, dal titolo, pareva il menu di una trattoria. Leggendolo prima di addormentarmi ho incontrato Maqroll il gabbiere, che è diventato subito un amico intimo e, appunto, l’ispirazione per cominciare un nuovo viaggio. L’ho capito immediatamente.

Hai riflettuto su come questo disco possa dialogare con le nuove frontiere della parola, cantata e scritta, di oggi?
È un disco piuttosto controcorrente, una specie di concept, qualcosa di novecentesco dal punto di vista della scrittura, perché è di quegli album che andrebbe ascoltato dall’inizio alla fine, seguendo la scaletta delle canzoni e sappiamo che la fruizione contemporanea prevede altre modalità. Però, almeno dai primi riscontri, sembra che l’idea piaccia, quindi il linguaggio “antico” e quello contemporaneo possono incontrarsi e dialogare, l’importante è avere la voglia e il coraggio di tentare.

Disco che sta avendo lunga vita dal vivo. E dal vivo, l’elettronica che tanto lo arricchisce, come la riporti?
Per la prima volta tento di riportare il più fedelmente possibile i suoni del disco anche dal vivo. Per questo, con me sul palco, ci sono i due produttori, Filippo FiloQ Quaglia con le sue bellissime diavolerie elettroniche e Raffaele Rebaudengo con gli archi.

Uscito in versione CD… uscirà anche in vinile? Curiosità del tutto commerciale…
Commerciale e anche un po’romantica. Mi piacerebbe molto ed è un’idea che stiamo valutando.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 11 Novembre 2021 18:22 )