Spiagge libere? un miraggio...

Mercoledì 05 Agosto 2020 10:07 Alice Bunner
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Porto S. Stefano - foto di Lara Fontanelli

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Secondo gli ultimi rilievi, più del 50% delle coste sabbiose, in Italia, sono occupate da stabilimenti balneari. Togliendo i casi in cui le coste sono inaccessibili  per ostacoli, pericoli, inquinamento, problemi demaniali, militari ed altro, ben poco resta alla popolazione di spiagge "libere".

Naturalmente ora s'è innescato un nuovo meccanismo, delle regole comportamentali, dovuto alla Pandemia 2020. Infatti l'Istituto Superiore della Sanità ha imposto dei paletti ben precisi: accesso contingentato, prenotazioni on-line e in più, solo per fasce orarie, distanziamento e uso limitato: praticamente tutte quelle norme già  seguite per locali pubblici e privati.

Ad esempio, in Liguria e in Toscana, sono molto poche le spiagge libere - si ricordano alcune, in Provincia di Pisa, o in Maremma,  che possano adeguarsi ai nuovi controlli anti-covid. Quindi, ci sarebbero da rivedere - comunque - tutte le leggi sulla concessione demaniale marittima, soprattutto Regione per Regione.
Proprio questa infausta emergenza potrebbe essere da stimolo e diventare uno spunto 
per leggi regionali più adeguate e ampliare le Pari Opportunità in tutti i sensi, soprattutto nell'Ambiente (con il rispetto dovuto sia alla flora che alla fauna) .

 

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 05 Agosto 2020 10:50 )