Sui colli alìAlba - Recensione di Edoardo Todaro

Mercoledì 24 Giugno 2020 15:56 Edoardo Todaro
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Un passo indietro nella produzione letteraria di Loriano Macchiavelli a proposito del sergente Sarti Antonio è oltrechè utile necessaria. Andare a ritroso ci permette di inquadrare  contesto e personaggi che ritroveremo in futuro tramite Sarti e Bologna, la rossa con le sue contraddizioni che malvolentieri affronta.  Ma non solo, entriamo in contatto non tanto con colpevoli di omicidi che Sarti deve combattere ed individuare ma con una colite che non gli da pace e con l’inconfondibile interclaare, “è vero, come si dice….” dell’ispettore capo Raimondi Cesare

 In queste pagine ci troviamo di fronte ad una storia operaia e di conflittualità sociale. Operaia perché i protagonisti, dipoendenti e/o padroni, lavorano alla Torrefazione del Chiari, caffè solubile all’istante. Giacometti Claudia dipendente della suddetta azienda, viene trovata strangolata e nuda nella stanza del capo. Conflittualità sociale perché abbiamo a che fare con l’Armata Rivoluzionaria Popolare. Ma degna di strettissima attualità è la disquisizione su cui si cimenta Rosas, pericoloso estremista ed amico di Sarti, a proposito del concetto di popolo e di populismo. Abituiamoci al senso dell’umorismo sprigionato da Sarti che ci accompagnerà nelle prossime vicende ed al suo modo/metodo di procedere nell’indagare che entra in collisione con l'ispettore capo.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 24 Giugno 2020 16:11 )