Il processo penale in videoconferenza

Mercoledì 20 Maggio 2020 16:04 Fabrizio Cucchi
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In tutto il mondo, tra le conseguenze della pandemia c'è stata l'introduzione (o quantomeno la normalizzazione) del processo in videoconferenza. Il sito web della BBC (1) riporta oggi la notizia della seconda condanna a morte dopo un processo dibattuto "in virtuale". La prima in assoluto è stata quella pronunciata lo scorso 8 Maggio (2) in Nigeria, contro Olalekan Hameed, accusato di aver ucciso la moglie ultrasettantenne del suo datore di lavoro. Ma la sentenza di cui parla la BBC è destinata a far discutere ancora di più, perchè il condannato Punithan Genasan, viene ritenuto colpevole dai giudici di Singapore, di traffico di droga, per fatti che avrebbe avuto luogo nell'ormai lontano 2011....

Anche in Italia abbiamo assistito all'introduzione del processo penale "virtuale". Ora, dato che la maggior parte di chi ha imputazioni di una certa gravità è comunque soggetto alla cosiddetta "custodia cautelare in carcere"  (benchè ci siano state misure per ridurre il sovraffollamento delle carceri) e che è dimostrabile che le prigioni sono tra i peggiori focolai del virus, in molti si chiedono quanto senso abbia tutto ciò... 

Molti "addetti ai lavori" hanno del resto manifestato le loro perplessità in proposito alla legittimità giuridica del provvedimento, nonchè al rispetto dei diritti dei cittadini. L'Unione Camere Penali è arrivata anche allo sciopero, argomentando che si trattava di un "autentico sovvertimento dei principi basilari e fondativi del processo penale, quali quelli della oralità e della immediatezza, che presuppongono la ineliminabile fisicità della sua celebrazione, inderogabile anche in presenza di condizioni di pericolo per la salute pubblica [...]" (3)

Con l'attenuarsi dell'emergenza, si è arrivati a una sorta di compromesso (di quelli che scontentano ugualmente tutti): il processo penale da remoto "s'ha da fare" purché a ciò acconsenta il difensore dell'imputato (4), anche se magari l'imputato stesso non è d'accordo. Per noi che ricordiamo processi nei quali gli imputati hanno "sconfessato" il difensore anche magari per ragioni politiche, questa condizione pare quantomeno"molto opinabile".

Comunque appare chiaro che questa pandemia pone dei problemi inediti che vanno molto al di là del campo stettamente sanitario....

Fabrizio Cucchi DEApress


(1) https://www.bbc.com/news/technology-52739676

(2) https://lepersoneeladignita.corriere.it/2020/05/08/in-nigeria-la-prima-condanna-a-morte-via-zoom/?refresh_ce-cp

(3)https://www.altalex.com/documents/news/2020/04/27/processo-da-remoto-penalisti-verso-sciopero

(4)https://www.diritto.it/il-processo-penale-nel-dopo-emergenza-riflessioni-dopo-la-conversione-in-legge-del-decreto-cura-italia/

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 20 Maggio 2020 17:30 )