DEApress

Tuesday
Mar 19th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Quando essere antifasciste rende "socialmente pericolose"

E-mail Stampa PDF
Riceviamo e pubblichiamo
 
Quando essere antifasciste rende "socialmente pericolose"
 
 RETE ROMA SUD comunica - LUNEDÌ 30 LUGLIO 2018 - #Roma #SanPaolo luglio 2018
 
Nel caldo luglio romano sì è dipanato un piccolo mistero, che può avere significati più grandi per chi voglia leggerli. L'aria è resa ancora più pesante dalla propaganda razzista del Governo tra chiusura dei porti e inni alla legittima difesa che producono effetti aberranti come il caso della bimba colpita da un proiettile ad aria compressa. Siamo nella Roma della #Raggi piena di monnezza ai bordi delle strade, nella Roma degli sgomberi della comunità Sudanese di via #Scorticabove e del #CampingRiver di via Tiberina , siamo nella Roma che minaccia di porre fine ad esperienze storiche come la Casa Internazionale delle Donne e tanti altri centri antiviolenza, spazi sociali e altre realtà associative fondamentali per la tenuta sociale della città.
E nello specifico siamo nel quadrante sud, zona San Paolo-Garbatella, dove un gruppetto di donne, un bel giorno di luglio, riceve un invito a presentarsi in Questura. Quello che ricevono è un "avviso orale" meglio conosciuto come "articolo 1", per gli esperti articolo 3 del dlgs n. 159/2011, anche detto Codice Antimafia. (I 99 Posse lo spiegano molto bene qui https://www.youtube.com/watch?v=vTF-1FO6xRo). Un provvedimento riservato a persone socialmente pericolose, che si sono dimostrate "dedite alla commissione di reati" e che in sostanza vengono invitate a non peccare più. Il bello è che a nessuna di loro viene specificato quali sarebbero questi reati, anzi, ad alcune di loro viene chiesto: "ma cosa ha fatto negli ultimi anni?"...." Mah... un figlio o due, qualche lavoro precario, qualche assemblea cittadina, qualche flash mob... ma nulla che mi faccia sentire pericolosa", questa è la risposta che affiora alle labbra, ma che si perde nel non sense della situazione.
Le donne in questione sono infatti persone attive in diversi ambiti: la difesa dell'acqua pubblica, del popolo palestinese, dei beni e degli spazi comuni, dei diritti di TUTTI e TUTTE ad avere una vita dignitosa. Ma lo sono da anni, anzi, forse alcune di loro erano molto più attive qualche anno fa, ma non erano mai state raggiunte da un provvedimento minaccioso come questo. Allora ci si chiede: cos'è che l'ha fatto scattare? Qualcosa accaduto negli ultimi mesi senz'altro, nel quadrante di di San Paolo... qualcosa al quale erano presenti tutte coloro che hanno ricevuto la chiamata della Questura, per ritirare la notifica dell'articolo 1 o una denuncia non meglio specificata. Una sola è la risposta: la contestazione al banchetto di Casa Pound del 20 maggio. Più che un banchetto un' "adunata sediziosa", per riprendere il linguaggio del provvedimento ricevuto (o del Marchese del Grillo), visto che per dare dei volantini (bianchi) con il simbolo di CasaPound, si sono radunati circa 50 loschi figuri con caschi, nascosti come guardoni tra gli alberi di Largo Leonardo Da Vinci. Una provocazione, anche piuttosto antiestetica, alla quale un gruppo di donne residenti ha risposto radunandosi spontaneamente per cantare Bella Ciao e ricordare che fascisti e razzisti non sono benvenuti nelle nostre strade. Niente di sconvolgente insomma!
Ma l'arrivo di questi provvedimenti rende la situazione ancora più inquietante dei pelati barbuti comparsi quel giorno: fa pensare che si diventi "socialmente pericolose" per aver ridicolizzato qualche "fascista del terzo millennio" che è andato a piangere in Questura...o che provvedimenti di questo tipo scattino non per la pericolosità di ciò che viene fatto (cantare Bella Ciao), ma per quello che si dice o che si urla e verso quale "specie protetta" sono rivolte quelle proteste.
Se così fosse più che di donne "socialmente pericolose", dovremmo preoccuparci della nostra società, che è realmente in pericolo. E dovremmo farlo tutt@, visto che sono anni che chi difende i principi dell'antifascismo e lotta sui propri territori viene costantemente colpito da meccanismi repressivi simili o peggiori di questi.
Per quanto ci riguarda noi continueremo a farlo, perchè crediamo nella giustizia sociale, nei diritti per tutte e tutti e nella legittimità di lottare per conquistarli e difenderli. Perchè crediamo che in un Paese che sta identificando i più deboli come i nemici numeri uno, ci sia ancor più bisogno di questo.
 
Antifasciste e Antifascisti Roma Sud
 
 

Share

Ultimo aggiornamento ( Martedì 31 Luglio 2018 15:49 )  

Concorsi & Festival

Ultime Nove

DEApress . 19 Marzo 2019
MANA 'Seven Steps Behind, il debut album di MANA, ovvero il producer e musicista italiano Daniele Mana, uscirà il 5 aprile per l'influente Hyperdub, anticipato dal video e primo singolo 'Solo'. Il video di 'Solo' trae ispirazione dalla famosa ser...
Silvana Grippi . 18 Marzo 2019
Lorenzo Orsetti (nome di battaglia Tekoşer) presente!     " ...mi sono avvicinato alla causa curda perché mi convincevano gli ideali che la ispirano, vogliono costruire una società più giusta più equa. L’emancipazione dell...
Silvana Grippi . 18 Marzo 2019
     
Silvana Grippi . 18 Marzo 2019
DEApress è utile per informare, formare e comunicare. Questi sono gli elementi che la differenziano e le danno un valore aggiunto! . "L'Agenzia di stampa DEApress - organo dell'Associazione D.E.A.onlus (Didattica-Espressione-Ambi...
Silvana Grippi . 18 Marzo 2019
  La 10ª edizione di Middle East Now porta in scena a Firenze dal 2 al 7 aprile 2019 il Medio Oriente contemporaneo con un ricco programma di cinema, documentari, arte, musica, teatro, incontri, progett...
DEApress . 18 Marzo 2019
Ufficio Stampa DEApress comunica: Martedì 2 Aprile ore 17.30 Giardino dei Ciliegi Riccardo Torregiani Antirazzista, resistente, uomo di pace. a cura di Emanuela Giugni e Moreno Biagioni Edizioni Piagge ConLuisa Petrucci, LiberetutteDebora Pi...
Silvana Grippi . 16 Marzo 2019
Silvana Grippi . 15 Marzo 2019
Il Centro Studi DEA dopo aver presentato nel mese di febbraio il libro "Le scarpe dei suicidi" delle Edizioni libertarie di Torino ora intervisterà Stefano Raspa del giornale "Umanità Nova"     «Umanità Nova è il titolo del Quotidiano an...
Silvana Grippi . 15 Marzo 2019
Vuoi collaborare con DEApress? DIVENTARE FOTOGRAFO? GIORNALISTA O REPORTER? Telefona a: DEApress 055243154  scrivi a: redazione@deapress.com

Galleria DEA su YouTube