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Lo schermo dell'arte film festival

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LO SCHERMO DELL’ARTE FILM FESTIVAL
XII EDIZIONE
FIRENZE, 12-17 NOVEMBRE 2019
CINEMA LA COMPAGNIA, PALAZZO STROZZI 
E ALTRI LUOGHI

Dal 12 al 17 novembre 2019 si terrà a Firenze la XII edizione dello Schermo dell’arte Film Festival diretto da Silvia Lucchesi.
Film d’artista e documentari, tra cui due anteprime mondiali e molte anteprime nazionali, progetti speciali, incontri, tavole rotonde e una mostra a Palazzo Strozzi curata da Leonardo Bigazzi, visitabile fino al 1° dicembre, andranno a comporre il ricco programma del festival. E’ un evento in continua crescita che da dodici anni porta in città una comunità internazionale di artisti, registi, curatori, direttori di museo, produttori, distributori che lavorano con le moving images. Tra gli ospiti di questa edizione gli artisti Jeremy Deller, Luca Vitone, Masbedo, Flatform
Roberto Fassone, la registaAlessandra Galletta.

Il Focus on 2019 sarà dedicato all’artista Turner Prize 2004 Jeremy Deller che torna al festivalcon una talk e e una selezione dei suoi lavori video, in cui emerge la connessione tra musica e arte ma anche l’interesse per i meccanismi che regolano la società contemporanea e i rapporti fra gli individui. Tra le opere che saranno presentate, in anteprima italiana il suo ultimo film Putin’s Happy (2019), una denuncia della Brexit, dell'ascesa al potere del populismo di destra in Gran Bretagna, che osserva da vicino la xenofobia, l'isolazionismo e il patriottismo che hanno alimentato il voto per lasciare l'Unione Europea; Everybody in the Place: An Incomplete History of Britain 1984-1992 (2018),filmcommissionato e prodotto da Frieze e Gucciin cui Deller esplora l’eredità contemporanea della “Summer of Love”, raccontando la nascita del fenomeno culturale della musica house nel Regno Unito e mettendolo in relazione con i grandi cambiamenti sociali che hanno sconvolto il paese negli anni Ottanta (courtesy of the Artist, Gucci, Frieze and The Modern Institute/Toby Webster Ltd, Glasgow). 

Si conferma l’impegno del Festival verso le nuove generazioni con la VIII edizione di VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images, curata da Leonardo Bigazzi, rivolta ad artisti under 35 che lavorano con video e cinema. La Open Call per partecipare è aperta fino al 25 settembre 2019 e I 12 artisti selezionati esporranno le loro opere nella mostra VISIO Moving Images After Post Internet che si terrà a Palazzo Strozzi rinnovando così la collaborazione dello Schermo dell’Arte con una delle più importanti istituzioni culturali espositive italiane. La mostra  inaugurerà il 12 novembre alle 18 e sarà visibile fino al 1 dicembre 2019.

Gli artisti Roberto Fassone e Kasia Fudakowski presenteranno Lo scherzo dell’arte, un progetto speciale realizzato appositamente per questa occasione (15-16-17 novembre, foyer del Cinema La Compagnia dalle 19.00 fino a chiusura),  un breve film festival performativo con opere di Julian Rosefeldt, Pilvi Takala, David Horvitz, Martin Skauen (Slideshow Johnny),Marie von Heyl, Kasia Fudakowski e Roberto Fassone. Lo scherzo dell’arte si concentra sul ruolo dell’umorismo e della comicità nell’arte contemporanea, andando ad approfondire, attraverso i sei video in programma, alcune tematiche chiave quali la ripetizione, il gioco, l’inganno e il camouflage. La presentazione non convenzionale dei lavori, che avverrà su uno schermo sorretto dai due artisti travestiti da tenda, renderà il festival un’esperienza estremamente personale, rinforzandone allo stesso tempo la struttura parodistica. 

In programma un’attenta selezione di venti tra documentari e film d’artista con un importante approfondimento sulla produzione italiana. Al centro dei film il crescente interesse degli artisti verso i cambiamenti e le tematiche sociali, geo-politiche e ambientali che interessano il mondo contemporaneo. Tra questi due anteprime mondiali:  Welcome Palermo dei Masbedo, evoluzione formale e narrativa del progetto Videomobile, l'articolata video installazione multi canale concepita per Manifesta 12 Palermo. Fulcro del lungometraggio è il viaggio del Videomobile, un vecchio furgone merci OM degli anni Settanta, che gli artisti hanno trasformato in un "carro video", mezzo di sperimentazione utilizzato per scandagliare il territorio e il cinema d'artista siciliano;  e Romanistan di Luca Vitone che racconta il suo viaggio in auto per ripercorrere a ritroso il tragitto di emigrazione iniziato nell’VIII secolo dal popolo Rom, dall’India nord occidentale all’Europa. Il film che fa parte del progetto promosso dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, vincitore della IV edizione del bando Italian Council (2018), concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo, sarà presentato in concomitanza con l’inaugurazione della personale dell’artista al Centro Pecci (7 novembre 2019 – 2 febbraio 2020).

Ancora Palermo e uno dei suoi personaggi più famosi, la fotografa Letizia Battaglia, saranno i protagonisti del film Shooting the mafia, presentato in apertura del Festival, della regista inglese Kim Longinotto, molto conosciuta per i suoi documentari su storie di donne in lotta contro l’oppressione e la discriminazione. 

Tra le anteprime italiane:That Which Is To Come Is Just A Promise del collettivo Flatform (2019), presentato nella Quinzaine des Realisateurs all’ultimo Festival di Cannes, che mostra in un lungo piano sequenza l’incessante avvicendarsi dello stato di siccità e di allagamento sull'isola di Funafuti, nell'arcipelago polinesiano di Tuvalu, dove da qualche anno, per effetto dell'innaturale surriscaldamento del mare, l'acqua salata risale dal sottosuolo, sgorga attraverso le porosità dei terreni e li allaga, mettendo a rischio il futuro della vita sull'isola e lasciando gli abitanti in un continuo stato di attesa e sospensione;

Ettore Spalletti di Alessandra Galletta (2018) che si sofferma sulla realtà quotidiana, metodica, contemplativa dell’artista definito “l’artista degli artisti” e lo accompagna in Abruzzo per immergersi nell’inesauribile espandersi delle sue opere, tra Roma, Napoli, Bologna, Parigi, Londra, Madrid e Strasburgo.

 

 

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