Nei tempi antichi, e chissà perché mi è venuto in mente : “ nei bei tempi andati” che niente toglierebbe all’idea che mi sono fatto assistendo, purtroppo con poche possibilità di essere influente, alle odierne diatribe che riempiono le cronache internazionali. Nei tempi antichi non è che fossero poi molte le occasioni per dimostrare alla comunità conosciuta, che rispetto ad avvenimenti cruenti e dolorosi come la guerra ( ma all’epoca erano detti: giorni gloriosi) qualcosa di più grande era instillato nelle coscienze individuali e nazionali che permetteva alle città-stato ( espressione delle odierne comunità nazionali) di mantenere intatta la propria umanità.
Ci sono stati modi o un etica comune talmente grande e riconosciuta che ognuno di noi può, frugando nella memoria, ritrovare quel senso umano che univa tutte le genti anche nei momenti di scontri cruenti e di guerra. Forse proprio per quei motivi che inconsciamente riportavano ai tempi ancora più antichi, dove la sopravvivenza della specie era la cosa più importante che fu pensato di superare la guerra e mettere le città in competizione con gare e feste che sublimassero e superassero l’istinto distruttore dell’uomo. E’ con questa intenzione che furono creati i giochi olimpici
Se la koiné era in guerra oltre alle distruzioni e alle perdite di territorio e di beni, oltre ai pianti per i caduti, c’era anche il rimpianto del non poter gareggiare ad onore per la propria città nelle feste indette ogni quattro anni nelle città di Olimpia. Così l’assemblea delle città decise che in onore di Zeus, noto padre di tutti gli dei, per tutta la durata dei giochi venissero sospese le ostilità in tutta la Grecia: questa tregua era chiamata Ekecheiria.
Le moderne guerre mondiali hanno poi distrutto quel senso civico che manteneva comunque il rispetto del nemico visto esclusivamente come avversario nella disputa occasionale. Creando la distruzione di massa, i lager e le soluzioni finali, si che l’odierno scontro, il secolare e ancestrale scontro è teso alla distruzione fisica dell’individuo e allo stesso tempo germoglia all’interno di ognuno di noi l’odio razziale, etnico, religioso, fino alle più drammatiche e orride conseguenze
Quello che voglio ricordare a noi tutti è che anticamente se il mondo conosciuto era in guerra, all'arrivo delle manifestazioni nella città di Olimpia, le guerre venivano interrotte ed era onorevole e bello ( ah la Grecia e l’epos) sapere che all’interno di quell’uomo nemico, fosse ancora presente l’onore e il rispetto e che quei valori ne guidassero le azioni.
Oggi forse dovremmo interrompere i giochi olimpici visto che non siamo capaci di fermare la guerra.
Il pragmatismo contemporaneo ha circonfuso la nostra umanità in scatole differenti e all’apparenza chiuse, matrioske che non comunicano, maschere che sbeffeggiano ogni nostra manifestazione. Così come non provare un senso di sdegno generale nel sapere che tra pochi giorni si terranno i giochi olimpici a Londra e in Syria la guerra civile impazza. Nel corno d’Africa si spara, in Asia non esiste il rispetto e il diritto dell’Uomo , in Europa siamo all’interno di una grave crisi economica e finanziaria e alla fine dell’anno il conto della macelleria parlerà di 5 milioni di bambini morti per fame.
L’odierna comunicazione di massa regge il palo all’odierna inciviltà di massa, il tedoforo accenderà il tripode allo stadium di London city illuminando non più la pace nel Mondo ma un olimpica indifferenza.
walter maccari
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