Lo Spazio delle Murate che si trova a Firenze in Via Ghibellina è stato un Monastero di suore per circa cento anni. L'ho conosciuto per la prima volta l'anno dopo l'alluvione nel periodo in cui era carcere giudiziario. E' stato carcere dal 1883 al 1985 dopodiché i detenuti sono stati trasferiti a Sollicciano. La sua storia inizia nel 1424 quando la struttura chiamata Santissima Annunziata (e/o Santa Caterina) iniziò ad ospitare "le muratine". ho letto in un libro che venivano chiamate così perché si facevano murare vive (solo un quadrato per mangiare) e arrivavano fino all'Arno. Erano monache di clausura "murate" (o recluse volontarie), donne che sceglievano il martirio per amore della fede, poi trasferitesi dalle cellette del "Ponte Rubaconte" o ponte alle Grazie. La struttura venne poi ristrutturata e ampliata dopo un incendio nel 1471 e dopo una alluvione nel 1571. Ospitò giovani donne illustri come la Caterina de' Medici (dal 1528 al 1530) che poi divenne regina di Francia. Camilla Martelli vi andò dopo la morte di Cosimo I (seconda moglie - morganatica) e vi furono rinchiuse le figlie illegittime di Don Pietro de' Medici (nate in Spagna). Il convento fu chiuso nel 1808 e ristrutturato da Domenico Giraldi nel 1845. Divenne carcere dopo la chiusura del carcere delle "stinche". Durante la seconda guerra mondiale fu considerato come centro di raccolta e tortura dei prigionieri politici e dei partigiani catturati dai Nazifascisti in tutta la regione. Alle carceri ci sono legati momenti di commozione come il salvataggio dei detenuti (imprigionati nelle celle) durante l'alluvione del 1966 e momenti tristi come un uomo ucciso sul tetto. Oggi ospita un ristorante, un bar "caffé letterario", una zona popolare residenziale e un parcheggio. La vicina cappella di Santa Maria della Neve risale agli ultimi decenni del Cinquecento e ne rimane solo la facciata con portale centrale sormontato da timpano e due porte laterali con lunette semicircolari e due finestrelle ad oculo, sulla facciata cuspidata vi è un grande finestrone rettangolare.
Agli inizi del XXI secolo le Murate sono state interessate da un progetto di recupero e trasformazione dell'ex-carcere in edilizia residenziale pubblica, attività commerciali e spazi sociali, con un percorso pedonale, una piazza interna (piazza della Madonna della Neve). Le linee guida del progetto per il recupero delle Murate sono state tracciate dall'architetto Renzo Piano. Il complesso è stato inaugurato nel 2004, sebbene alcune ali siano ancora oggi oggetto di intervento.
La superficie complessiva dell'intervento è di 2700 metri quadrati, con 45 alloggi, di dimensioni medio-piccole. La piazza, formata dall'unione di due cortili e dalla demolizione di una struttura esistente per una superficie di circa 2000 metri quadrati, è di fatto il cuore dell'intervento e rappresenta l' "apertura" alla città. Vi si accede da quattro passaggi pubblici: due da via dell'Agnolo e due da via Ghibellina.
Note: Il complesso de “Le Murate fu soppresso nel 1808 dal governo francese, nella prima metà di quel secolo venne trasformato in stabilimento carcerario (vedasi - Guida d'Italia-Firenze e Provincia, Touring Club Italiano, Milano, 2007, p. 413). La Villa triste si trovava in Via Bolognese: i tedeschi occupavano il pianterreno mentre nel I e II piano, operava il reparto Carità. Era adibito a prigione per lo più per coloro che erano arrestati dai tedeschi, dato che gli italiani avrebbero dovuto inviare i loro inquisiti, terminato l'interrogatorio, al carcere giudiziario delle Murate. (vedasi Carlo Francovich, La Resistenza a Firenze, La Nuova Italia, Firenze, 1962, p.88). Il 20 febbraio [1944], [...] come ebbe a deporre il medico del carcere delle “Murate” [...] Incidentalmente osserviamo che, per chi veniva arrestato durante quei mesi, le “Murate” - in confronto a “Villa Triste”- rappresentavano una specie di paradiso. Se non altro, il detenuto veniva trattato secondo il regolamento carcerario. Il direttore di allora era il dott. Mazzarisi, che cercò di resistere alle continue pressioni della Banda Carità che andava a prelevare i prigionieri politici senza disposizione dell'autorità giudiziaria. (vedasi Carlo Francovich, La Resistenza a Firenze, La Nuova Italia, Firenze, 1962, pgg 163-164).
Un video intervista sulle Murate durante lo sciopero sui tetti è in preparazione da DEapress.
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