Tantissimi anni fa (1997) sono stata in Turchia ospite di CANAL 7, per una conferenza sulla libertà di stampa insieme a giornalisti arrivati da tutto il mondo, sono intervenuta con una relazione sul "diritto di parola". Come giornalista, free lance, e accompagnata dalla mia migliore amica Gonul Erdaha (giornalista anche lei e che mi faceva da traduttrice) ho partecipato ad una manifestazione sulla libertà di stampa e poi siamo andate a visitare anche alcuni giornali che soffrivano già della restrizione sulla comunicazione.
Zaman, è un quotidiano di opposizione che ha sede ad Istambul ma da stamani si trova chiusa da barricate costruite dalla polizia turca sia per chiudere l'ingresso ai manifestanti che per impedire il ritorno dei sostenitori del giornale, già commissariato con l'accusa di "propaganda terroristica" per il presunto "stato parallelo" di Fethullah Gulen, ex alleato diventato nemico giurato del presidente Recep Tayyip Erdogan. Questo blitz, con lacrimogeni e cannoni d'acqua, compiuto ieri nella tarda serata, verso il quotidiano Zaman mi lascia senza parole. Ancora una volta la Turchia si dimostra contro la "libertà di stampa".
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