
Negli ultimi giorni è ormai diventata tristemente nota l'iniziativa del ministro Lorenzin. L'obbiettivo annunciato è "promuovere la fertilità, in un paese che sta invecchiando".
Dietro a queste apparenti buone intenzioni però, si nasconde un retroscena culturale ben noto, sono state infatti subito pronte le risposte contro l'iniziativa, tanto da portare il presidente del consiglio Matteo Renzi a dissociarsene per il rischio perdita consensi.
Ma cosa si nasconde dietro questa campagna per la fertilità promossa dal ministero?
Leggendo le pagine del piano nazionale, si capisce subito che lo stampo politico del piano odora di vecchio. Nell'analizzare il problema si legge infatti che il ministero individua una causa ben precisa:
"Cosa fare, dunque, di fronte ad una società che ha scortato le donne fuori di casa, aprendo loro le porte nel mondo del lavoro sospingendole, però, verso ruoli maschili, che hanno comportato anche un allontanamento dal desiderio stesso di maternità?
La collettività, le istituzioni, il competitivo mondo del lavoro, apprezzano infatti le
competenze femminili, ma pretendono comportamenti maschili. "
Il problema sarebbe dunque, secondo il ministero, la costrizione economica della donna, che viene indotta ad avere comportamenti e "ruoli" maschili che la porterebbero a mancare il suo compito di procreatrice.
Andando avanti nel documento si legge anche che un altro dei problemi affrontati dal ministero, è il rischio che il sistema del welfare italiano, essendoci troppi anziani bisognosi di pensioni e assistenza, collassi per mancanza di forza lavoro produttiva e quindi di contribuenti.
Come al solito viene negata alle donne la liberta di decidere come comportarsi, come al solito a dei problemi legittimi come le carenze srtutturali del sistema sociale italiano, si danno risposte che deviano dalla risoluzione dei problemi, ma c'è di più:
Se guardiamo al problema con serietà, è vero che se non c'è un giusto ricambio tra generazioni lavorative e in pensione all'interno di un sistema sociale, c'è il rischio di avere uno squilibrio molto pericoloso per tutti, ma l'Italia non è un sistema sociale isolato, anzi, viviamo nell'era della globalizzazione, e se guardiamo alla popolazione mondiale vediamo che forse la necessità è quella opposta, siamo 7 miliardi di persone in aumento, siamo troppi. Quindi il problema se affrontato serieamente non è la mancanza di persone, ma la sostenibilità finanziaria del sistema del welfare italiano, e questa insostenibilità che si crea è dovuta quindi l'invecchiamento della popolazione che vive all'interno del suolo italiano. Il problema quindi non è il calo della fertilità ma la composizione generazionale di chi vive in Italia.
Ma se è vero che la fertilità è diminuita, è anche vero che oggi assistiamo a dei flussi migratori imponenti, milioni di persone che si spostano in cerca di lavoro. Il punto è che le persone e la forza lavoro ce ne sono in abbondanza, tra la disoccupazione giovanile al 40% e i flussi migratori copriresti tutto questo presunto bisogno,di sicuro si troverebbero altri limiti come la struttura dell'economia e del mercato del lavoro o ancora nelle politiche di integrazione culturale , solo che non è questo il problema per il ministro Lorenzin, quella che lei vuole salvaguardare in realtà è la riproduzione della "razza" italica.
Ebbene si, la razza, intesa nel senso più puro del termine, perchè non può essere altrimenti, perchè il problema della mancanza di persone, lavoratori o giovani non esiste, e l'insostenibilità finanziaria del welfare italiano, oggi, dipende da tutt'altri fattori, non rimane quindi altra spiegazione. Ovviamente non c'è da stupirsi vista l'appartenenza politica del ministro che già più volte si è caratterizzata politicamente con misure tipo il taglio di 10 miliardi in 3 anni previsto dall'ultima legge di stabilità, che prevedela monetizzazione di 203 tipi di visite mediche, misure che riportano l'Italia ai tempi del ventennio, se non prima.
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