
Cari lettori e lettrici,
DEApress fin dalla sua nascita ha fatto un buon lavoro !
Ringrazio il Prof. Pio Baldelli per aver ostenuto e voluto fortemente l'interazione del nostro lavoro tra informazione e controinformazione.
Ora, passati molti anni, posso dire che DEApress è stata libera da: pregiudizi, presunzioni, giornalisti schierati e tronfi.
Tutto è nato per caso!
Ringrazio quanti hanno lavorato per il raggiungimento di uno scopo socialmente utile che dura da quasi trenta anni.
Ringrazio coloro che "abbiamo perso per strada", coloro che "ci hanno usato" coloro che "non hanno creduto in noi" e soprattutto coloro che "ci hanno volutamente danneggiato".
Oggi abbiamo un giornale che non cerca di fare tendenza, non cerca di essere allineato e ben pagato.
Abbiamo lavorato come volontari dell'informazione, senza soldi, neanche per pagare un affitto decente, senza tribolazioni per rincorrere e/o costruire la "notizia".
Le notizie sono arrivate a noi, che le abbiamo scelte senza dover pretendere di essere letti. Abbiamo regalato le nostre idee a tanti copioni.....
Ci avete cercato e c'eravamo, con tante idee e tanti giovani che avevano deciso di frequentare i nostri laboratori come esperienza universitaria o per futura carriera.
Ci avete trovato sempre puntuali e sereni.
Se oggi abbiamo superato i sette milioni di lettori, senza aver inserito forme pubblicitarie, senza aver accettato denaro: avendo sempre disdegnato gli articoli a pagamento, ebbene, siamo diventati il primo caso in Italia ! Forse, siamo il "primo caso nel mondo" soprattutto per essere sopravvissuti così tanto in questo "mare magnum" affollato di squali.
Grazie ancora ai nostri lettori e lettrici e grazie a chi ci legge e usa le nostre veline per fare i suoi articoli. Mille volte grazie per averci usato, sia per i testi che per le nostre foto. Abbiamo sostenuto sempre il "no copyright", perdendo anche i nostri veri diritti, quando ci scopiazzavano siamo stati orgogliosi e mai gelosi.
Lasciamo agli altri la "prima pagina", il primo scoop, l'incipit dell'essere famosi: a noi resta l'orgoglio di esserci, da oltre un quarto di secolo.
Primi a difendere la "libera informazione" e certi che "un altro mondo è possibile".
Grazie ancora a tutti/e coloro che ci incoraggiano e soprattutto al Prof. Pio Baldelli che, forse, ci legge da un'altro mondo...
Silvana Grippi
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