
Camilo Cienfuegos, nato all'Avana, muore il 28 ottobre 1959. E' stato uno dei più importanti personaggi della rivoluzione cubana.
Giovane ventenne, Camillo, era già alla guida di una delle due colonne che partì dalla Sierra Maestra: attraversò l'isola provocando la caduta del dittatore Batista e a conquistare l'Avana. L'altra colonna era guidata da Che Guevara, che chiamò l’amico Camilo "signore dell'Avanguardia".
Sin da giovanissimo si occupò di politica, aiutando il padre, spagnolo, attivista della Unione dei lavoratori di sartoria. Si trasferisce negli Stati Uniti, dove trova lavoro come operaio in diversi settori. Torna a Cuba per dare il proprio contributo contro i movimenti che si opponevano al regime di Batista. Durante una manifestazione, la polizia militare sparò sulla folla e l ui fu ferito ad una gamba. Questo gli costò il carcere e anche una grave infezione:
“mi portarono alla clinica degli studenti, dove ho vissuto una delle più grandi emozioni della mia vita, quando più di un centinaio di persone si riunirono lì all'ingresso e entrando vi fu un boato di applausi ed acclamazioni: mi sentivo una tale emozione, mi sentii sul punto di piangere, e urlai, 'Viva Cuba!'. Da quel momento fui ancora più sicuro che, a qualunque costo, Cuba doveva essere libera”.
Anche in quell’episodio si trovò a fianco del suo primo compagno di lotte, suo padre, che alzando le garze con cui aveva tamponato la ferita de figlio disse: "E' il sangue di mio figlio, ma é sangue versato per la rivoluzione".
Ebbe un ruolo importantissimo nello svolgersi della rivoluzione: uno degli ideatori della strategia militare con la quale i ribelli riuscirono a prendere l’Avana. Anche per questo, dopo la rivoluzione, diventò comandante di tutte le forze armate di Cuba.
Il 28 ottobre 1959 si trovava in volo sull’oceano Atlantico su un Cessana 310, piccolo aereo da turismo. L’aereo fu investito da una tempesta e scomparve in mare. Restano incerte le dinamiche dell’incidente: né il corpo di Camilo né i resti dell’aereo furono mai rinvenuti.
Resta un simbolo e uno dei personaggi più amati dal popolo cubano per la sua semplicità, generosità e soprattutto per il suo sorriso.
Tutt’ora il popolo cubano, ogni 28 ottobre, ricorda un uomo che, da semplice lavoratore, è diventato un leader della rivoluzione, con il motto “Se c'é stato un Camilo, ci saranno molti Camilo".
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