I primi 15 giorni del 2017

Mercoledì 18 Gennaio 2017 15:07 stefano maulicino
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I giorni, appena trascorsi di questo nuovo anno, sono stati densi ed impegnativi, e noi giornalisti "volontari dell'informazione" dell'Agenzia stampa D.E.A.press abbiamo lavorato duramente per informarvi ma, soprattutto, per offrirvi un punto di vista libero e alternativo sul mondo. Le nosre pubblicazioni sono notizie minori ma con tante riflessioni. Piccole schegge. Ogni giorno lavoriamo con impegno e passione per poter essere primi nella preparazione di veline che poi potranno essere copiate e utilizzate grauitamente dai nostri lettori: notizie verificate, comunicati stampa, recensioni, sondaggi e inchieste che fanno parte del nostro palinsesto quotidiano.

Fra i tanti temi, svetta su tutti i problemi migratori e il nostro impegno sociale: su questo fenomeno e sulle sue cause scatenati ci siamo spesi abbastanza ed i nostri sforzi sono confluiti nella conferenza tenutasi il 15 dicembre - curata dal Centro D.E.A. onlus e dallo SDIAF (Sistema Documentario Integrato dell'Area Fiorentina) - svoltasi presso l'Accademia Toscana di Scienze e Lettere "la Colombaria" di Firenze, con ospiti di rilievo.Titolo dell'evento: "Mediterraneo. Quale pace? Verso e attraverso: le sponde uniscono ciò che il mare unisce e separa". Una giornata di studio e dibattito - con il patrocinio dell'Università degli Studi di Firenze e la collaborazione fondamentale di studenti e stagisti - unico nel suo genere per i video, le immagini fotografiche che hanno fatto da cornice e il microfono aperto a spunti e testimonianze. Una visione alternativa che pone la necessità di "ripensare il mediterraneo" come spazio di solidarietà e accoglienza, in un momento delicato in cui sono nuovamente apparsi confini e barriere, innalzati dagli Stati nazionali europei e dalle trasformazioni in atto del "Mare Nostrum" che ci pone difronte a riflessioni: siamo chiamati a rispondere del nostro operato in quanto il mediterraneo è diventato una tomba, mediante un meccanismo di morte, sofferenza e privazione per migliaia di uomini donne e bambini, la cui unica colpa è fuggire da situazioni di depreivazione economica e di conflitto.

Abbiamo cercato di raccontarvi criticamente il clima di xenofobia che sempre più spesso fa presa su una società impaurita ed impoverita, ma anche l'indifferenza dello Stato ed il sistema di accoglienza in mano ad affaristi e speculatori di ogni risma. Lo ha testimoniato, purtroppo, la terribile e vergognosa vicenda della morte di Alì Muse e la lotta per ottenere diritti e giustizia da parte dei centoventi rifugiati politici Somali, ghettizzati nel capannone dell'ex-Aiazzone a Sesto Fiorentino, dopo più di dieci anni di emarginazione nel silenzio istituzionale. O, ancora, la storia di Sandrine Bakayoko, venticinquenne ivoriana lasciata morire nel C.p.a. di Cona.

Stendiamo un velo pietoso sulle tristi polemiche della politica nazionale, per dare risalto a due notizie positive che ci hanno dato modo di sorridere, una volta tanto. Parliamo, in primis, della richiesta di rinvio a giudizio per omicidio preterintenzionale e altri reati nei confronti di cinque carabinieri coinvolti nella morte di Stefano Cucchi. Dopo otto lunghi anni comincia ad aprirsi un piccolo spiraglio di "giustizia", che lascia emergere in superficie un sistema di "abusi in divisa" ben radicato che, come denunciano gli attivisti, va oltre l'orrore del "caso Cucchi" (pensiamo anche al "caso Magherini" di Firenze).

Spostandoci oltre Atlantico, il presidente uscente Barack Obama, ha fatto una azione di alto rilievo morale, commutando la pena di Chelsea Manning. Per chi non conosce Chelsea, va detto che è una azione importante che apre anche il dibattito sulla condizione transgender, prima dell'insediamento dell'omofobo Trump. Chelsea sarà liberata in maggio anziché nel 2045. La decisione di Obama arriva dopo due tentativi di suicidio da parte di Manning in carcere, dove da transgender si trova in un penitenziario maschile, dopo che il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, si è dichiarato pronto a consegnarsi alle autorità Usa se fosse stata concessa la grazia. L’ormai ex soldato Usa è diventato famoso per aver dato inizio alla più grande fuga di notizie della storia. Analista informatico, ha passato all’organizzazione Wikileaks 470mila documenti che testimoniano atrocità commesse ai danni dei civili da parte dei militari della coalizione in Iraq e Afghanistan e 250mila cablo del dipartimento di Stato, insieme ad altro materiale “classificato”.

Sul piano internazionale due vere e proprie "bombe"che preannunciano grandi cambiamenti: la prima è la "hard brexit" promessa da Teresa May, primo passo verso una "global Britain" che ridefinisce i propri interessi, priorità e strategie economiche e politiche su scala globale. La seconda riguarda la presenza cinese al forum di Davos: una Cina in piena forma che si propone alfiere della globalizzazione ed aspira a sfidare la declinante egemonia degli USA sul capitalismo internazionale. Segni di un mondo in crisi che cambia in fretta gli assetti di potere consolidati, portandoci a passi da gigante verso una competizione internazionale sempre più aspra e pericolosa.

Stefano Maulicino con la collaborazione di Silvana Grippi

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