LA VERITA' è SEMPRE RIVOLUZIONARIA

Venerdì 28 Febbraio 2020 12:24 Silvana Grippi
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Mi viene in mente Sandro Curzi quando rispose a Walter Veltroni sulla proposta di regolamentare l'informazione. Fare notizia non deve essere reato e ancor meno ridurre il giornalista a semplice postino. Oggi noi giornalisti possiamo essere accusati e andare nel penale se sbagliamo. Non siamo garantiti e ci trattano peggio dei ragazzi a scuola. Credo che il diritto di informazione debba essere sempre salvaguardato e non creare i casi di diffamazione o ancor peggio di allarmismo, se scrivere è un diritto/dovere bisognerebbe non creare pregiudiziali. Se i giudici restringono la difesa dei giornalisti nessuno avrà più il coraggio di fare inchiesta e scrivere anche notizie da verificare. Certamente: l'etica innanzitutto; ma mi sembra eccessivo delimitare il campo dell'informazione......differenziare la comunicazione dalle notizie da verificare ma sostenere la colpevolezza dell'informazione è sempre deleterio. Vedasi il caso Assange.

Curzi disse che il Codice di regolamentazione frenava l'inchiesta e dunque si poteva perdere la libertà di parola o di opinione, pertanto Curzi fu condannato quando era conduttore di Telekabul, poi quando divenne direttore delle news di Telemotecarlo fu rivalutato. 

Vi ricordate Di Pietro e Davigo con i processi di "mani pulite" e quando Craxi attaccò Di Pietro sull'Avanti? E poi l'ambiguità e i silenzi? Fino a calare tutto in un oblio e sonnecchioso dilatarsi delle verità presunte....Ecco credevamo che non ci sarebbe stato periodo peggiore ma invece ci siamo nuovamente catapultati in una politica strana....davvero "corsi e ricorsi" che non ci fanno ben sperare. Dunque viva la libertà di espressione e ben vengano le congetture, se poi sono sbagliate si chiederà scusa, ma non ingabbiamo le parole prima della verifica. No alla normalizzazione e al silenzio dove i giudici voglio portarci! Se un giudice sbaglia non viene condannato se sbaglia un giornalista invece viene punito/a. Far circolare voci non è giusto ma non per questo dobbiamo mummuficare i cronisti, perché il mesgiere è anche rischiare. Non vogliamo esser complici di semplificazioni, portavoci dei notizie,. La democrazia vive se ognuno fa il suo mestiere  onestamente e come disse qualcuno "anche a volte disturbano il manovratore", è di raccontare quello che accade di avere tanti dubbl e se possibile, di scopriree la verità. Fare il cronista oggi è anche saper chiedere scusa se si sbaglia a scrivere. "Chi non è colpevole scagli la prima pietra". A giugno avrò un processo penale per aver male interpretato dei documenti inviati su un caso di cui tutti hanno parlato, ma è più semplice accusare il più debole. Grazie

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 02 Marzo 2020 18:48 )