“Come se non si potesse essere palestinese e giornalista”

Lunedì 14 Ottobre 2024 18:34 simone fierucci
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Rami Abu Jamous scrive il suo diario per Orient XXI. Giornalista fondatore di GazaPress, un’agenzia di stampa che forniva aiuto e traduzioni ai giornalisti occidentali, Rami ha dovuto lasciare il suo appartamento a Gaza con la moglie e il figlio Walid di due anni e mezzo. Rifugiatisi a Rafah, Rami e la sua famiglia sono stati costretti a un nuovo esilio interno, bloccati come tante famiglie in questa enclave miserabile e sovraffollata. Questo spazio gli è dedicato dal 28 febbraio 2024.
 
 L'immagine mostra due donne che camminano lungo una strada, accanto a un murale. Il murale ritrae una donna con un cappello alla "press" e un volto espressivo. Sullo sfondo, si possono vedere edifici caratteristici, e ci sono scritte in arabo che possono fare riferimento a temi di libertà di stampa o giustizia. La scena è vivace e riflette una cultura ricca e una narrazione importante legata ai diritti dei giornalisti.
MOHAMMED ABED / AFP

Traduzione dal francese di Luigi Toni

Venerdì 21 giugno 2024.

Sabato scorso, sono iniziati gli esami di maturità in Palestina, o almeno diciamo, in linea di massima, in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Quest’anno, però, non ci saranno esami a Gaza. Stiamo parlando di 39.000 studenti che non potranno sostenere l’esame, quindi perderanno un anno di scuola, ma soprattutto non sanno se sarà così anche l’anno prossimo. Tra queste 39.000 speranze sospese, c’è anche quella di Ayate, la nipote di mia moglie Sabah. Ayate sognava il giorno dell’esame, per potersi iscriversi all’università e realizzare il suo sogno, che è quello di diventare giornalista. Il suo idolo è la giornalista Shireen Abu Akleh, la reporter di Al-Jazeera uccisa dagli israeliani a Jenin l’11 maggio 2022. Shireen era molto conosciuta e amata da tutti perché aveva seguito e raccontato tutte le guerre e i raid israeliani in Palestina. Il suo volto e il suo dolce tono di voce erano una presenza quotidiana nella vita di ogni palestinese. Ayate vuole essere proprio come lei, e fare lo stesso lavoro.

Fare il giornalista nella Striscia di Gaza è un mestiere molto pericoloso. Sono oltre 100 i giornalisti uccisi dall’esercito israeliano dall’inizio della guerra, spesso in omicidi mirati. Eppure, i reporter continuano a fare il loro lavoro, e ciò rende ancora più irritanti le tesi che si sentono regolarmente sui media occidentali secondo le quali “è difficile sapere cosa sta succedendo a Gaza perché i giornalisti occidentali non possono entrare nella Striscia”. È un irritante pregiudizio di stampo colonialista: come se non si potesse essere palestinesi e giornalisti. Le principali agenzie internazionali, AFP e Reuters, sono molto ben presenti qui, e sono rappresentate da giornalisti locali, cioè da reporter palestinesi!

Gaza City, 13 luglio 2022. Due giovani donne passano davanti a un murale dedicato alla giornalista palestinese Shireen Abu Akleh, assassinata l’11 maggio 2022 dall’esercito israeliano nel corso di raid a Jenin.
 
 

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