SE IL TEMPO NON AVESSE RISPOSTE. LUCA MADONIA

Mercoledì 15 Aprile 2020 19:56 Marco Ranaldi
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Luca Madonia ha aperto la strada verso una forma di cantautorato contaminato. La sua forte ascendenza verso una dimensione plurisonora, l'appartenenza ad una cultura mediterranea e l'esperienza di ricerca nel mondo dei riscontri sonori hanno fatto quindi di questo artista la novità di essere il filo che unisse il passato al presente. La sua militanza con i Denovo, la sua amicizia con Franco Battiato e l'idea di una scena metropolitana sicliana lo hanno portato molto lontano, verrebbe da scrivere verso "mondi lontanissimi". Essere quindi oggi Luca Madonia significa essere quello che la forza della ricerca ha portato a conquistare spazi interessanti. Lo testimoniano i suoi album, la sua forte vena creativa e quell'esigenza di portare il grande bagaglio di suoni esperienziali ad una perfetta condivisione. Così come è una esperienza questa intervista per la memoria di quello che saremo.

Vorrei iniziare questa intervista parlando dell'esperienza con i Denovo?

I Denovo sono stati una bella fiaba che è durata 8 anni, una fiaba che ci ha permesso di entrare a far parte del mondo della musica. È stata una bellissima gavetta che ci ha regalato momenti di enorme gioia e soprattutto ci ha permesso di imparare a fare questo mestiere.

Il tuo rapporto con Battiato

Battiato ha prodotto l’ultimo disco dei Denovo nel 1989 e da lì fra me e lui è nata una grande amicizia e frequentazione che dura ormai da 32 anni! ...Franco è una persona speciale e un immenso musicista che mi ha insegnato tanto e avere la sua stima per me è un grande orgoglio.

La Sicilia come terra di musica popolare che cosa rappresenta per te?

Vivo e compongo in Sicilia ma credo che il vero legame con la mia terra sia di natura cromatica ...e di piacevoli ricordi!

Come nacque l'idea di Passioni e manie?

Passioni e manie è stato il mio primo disco da solista dopo l’esperienza dei Denovo e c’era dentro tutta la voglia di andare oltre il sound della band e di dimostrare, soprattutto a me stesso,che ero diventato un autore maturo, capace di affrontare temi più impegnativi . Ho composto tutti i brani al pianoforte forse per staccarmi dall’immagine di cantante rock con la chitarra elettrica ed anche perché il piano mi dava maggiori possibilità armoniche.

Cosa rappresenta per te la ricerca sonora?

La ricerca sonora è fondamentale quanto l’arrangiamento per avere uno stile ma soprattutto per” vestire” al meglio le canzoni.

La voce quanto è espressione di uno stato interiore?

La voce è tutto... puoi avere i suoni migliori del mondo, arrangiamenti originalissimi ma solo la voce trasmette quello che sei e vuoi dire!

 

Cosa è per te questo tempo di attesa?

E’ una cosa assolutamente nuova anche se io non ho mai amato la mondanità e amo stare in casa... però è l’idea della costrizione che mi pone in un’altra posizione rispetto al tempo e allo spazio.

Le tue giornate come si svolgono?

Credo come le giornate di tante persone in questo periodo...cerco di fare cose che prima forse non facevo solo perché non pensavo di farle...ieri mi sono ritrovato a mettere lo svitol a tutte le porte che cigolavano!!

 

Quando torneremo a scendere nelle strade quale sarà il tuo primo progetto?

Era appena partito il nuovo tour, ho una gran voglia di ricominciare a suonare dal vivo.... per poi tornare subito a casa!

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