Per ora, a Bruxelles, è ancora il momento dell'euforia. Ma la crisi del progetto europeo, che è economica ma anche politica, è ancora tutta da superare.
La prossima settimana, i leader dei 27 si riuniranno per l'ennesimo vertice e così avranno un motivo in più per superare le divisioni e prendere decisioni coraggiose e consapevoli rispetto alla crisi generalizzata. Ma l'Europa non è tutta unita e il primo ministro britannico David Cameron, ha ignorato l'evento del premio Nobel.
Ecco alcune note polemiche e altre positive:
L'ex leader di Solidarnosc, Lech Walesa, Nobel per la pace nel 1983 ha dichiarato: "sorpreso e deluso", perché la scelta fatta privilegia un'organizzazione che "tenta di cambiare l'Europa e il mondo in modo pacifico, ma si fa pagare per questo". In Norvegia, la decisione del Comitato Nobel (presa all'unanimità, perché non ha votato il membro euroscettico) ha provocato un'ondata di polemiche: in un forum l'87% dei commenti si è dichiarato contrario e molti hanno chiesto le dimissione di Jagland.
La cancelliera tedesca Angela Merkel, ex cittadina della Germania dell'est, è stata entusiasta ed ha così definito la scelta del Comitato del Nobel "una decisione meravigliosa e un incoraggiamento agli sforzi per la pace". Il presidente Napolitano ha rilevato che il premio rappresenta una semplice e spesso trascurata verità storica perché "l'integrazione europea è nata innanzitutto come progetto di pace" e con lui, si è rallegrato il premier Mario Monti.
Dalle Nazioni Unite, il segretario di stato Usa Hillary Clinton si è così congratulata: "Tanti anni di sviluppo e pace non arrivano per caso, non sono una coincidenza, ma il frutto dell'impegno dei popoli e dei leader".
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