
Tyumen, 13 aprile
Posto conferenza stampa, dove aver pienamente compreso la mia totale ignoranza lignuistica, Maria, la mia assistente si offree carinamente di portarmi a fare un giro e di visitare durante gli ultimi preparativi il palazzetto ospitante l'evento più importante per il karate che si presenta quale sport bussante alle porte delle olimpiadi.
La città è grigia, fredda, gelida, lugubre.
Noto con rammarico che nella cittadina, di meno di 600.000 abitanti, non è presente neanche uno striscione dell'evento sportivo. Giunte al palazzetto finalmente troviamo un manifesto gigante.


Come a dire a chi cerca l'acqua nel deserto, arrivato dopo mille peripezie alla fonte, trova il cartello con freccia indicante: ecco l'acqua! Tutti intenti nei preparativi tecnici

e prove video e tv

prove dell'esibizione ripetuta almeno venti volte in mia presenza con musica assordante, forse per stordire i presenti in modo da non capacitarsi della mediocrità della stessa.


e visita a quello che sarà il press office, più oscuro e lontano dal centro dell'azione, mai visto in una gara di karate. Ho difficoltà a trovare i tasti sul computer.

Maria Grazia Silvestri
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