
In Svezia nel paese dalla giustizia sociale, della tolleranza e dell’integrazione da quattro giorni sta succedendo una rivolta di massa. Da molte fonti ci arriva notizie di rivolte in vare zone di Stoccolma. Ieri in uno dei sobborghi più poveri di Stoccolma, nelle strade di Husby, vi sono state barricate e incendi. Centinaia di giovani, organizzati in piccoli gruppi, hanno dato fuoco alle auto, appiccato incendi e attaccato con lanci di pietre polizia e vigili del fuoco. Le fonti ufficiali riferiscono che circa otto persone sono state fermate dalla polizia e una persona è stata arrestata perché sospettata di avere innescato un incendio ad un centro di arti e mestieri del quartiere. I giovani hanno dato fuoco a una scuola, un asilo e hanno attaccato una stazione della polizia a Jakobsberg, nel nord-ovest della città.
Le violenze sono iniziate domenica nel corso di una protesta a Husby contro l’uccisione per mano della polizia di un 69enne armato di un machete, avvenuta il 13 maggio nello stesso sobborgo. Le rivolte in una delle capitali più ricche d’Europa hanno sconvolto il Paese noto in tutto il mondo per la giustizia sociale e l’alto tasso di benessere, e hanno alimentato un dibattito su come la Svezia stia affrontando la disoccupazione giovanile e l’afflusso di immigrati. Dopo decenni del «modello svedese» e di generose prestazioni sociali, dal 1990 la Svezia ha ridotto il ruolo dello stato, creando un rapido aumento delle diseguaglianze. Mentre gli standard di vita medi sono ancora tra i più alti in Europa, i governi non sono riusciti a ridurre sensibilmente la disoccupazione giovanile e la povertà, che hanno colpito soprattutto le comunità di immigrati.
Il tabloid Aftonbladet scrive che gli scontri rappresentano un «gigantesco fallimento» delle politiche del governo, che ha facilitato la nascita di ghetti nelle periferie. Il partito anti-immigrati, i Democratici in Svezia, è salito al terzo posto nei sondaggi in vista delle elezioni del prossimo anno, riflettendo il disagio causato dalla presenza degli immigrati tra molti elettori. Circa il 15% della popolazione è nata all’estero, la percentuale più alta nei paesi nordici.
Quarta notte consecutiva di scontri a Stoccolma dove ormai sono 15 i distretti periferici investiti dalle violenze che stanno assumendo la connotazione della protesta contro la crisi economica, oltre che contro la mancata integrazione degli immigrati. Centinaia di giovani in diversi quartieri hanno dato alle fiamme auto posteggiate, lanciato sassi contro la polizia, infranto finestre. Inoltre, due auto sono state date alle fiamme nella citta' meridionale di Malmo.
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