Non dimentichiamo l'Arabia Saudita

Martedì 03 Settembre 2013 10:48 Francesco Muratore
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Quando si parla di Egitto e Siria mi pare che sia spesso trascurato il ruolo  centrale dell’Arabia Saudita.

Ricordo che il regno saudita ha avuto un ruolo non trascurabile nel soffocare le primavere arabe a esso ostili (come quella del Bahrein) , nell’incoraggiare o nell’indirizzare a proprio piacimento le altre.

In Egitto l’Arabia Saudita differenziandosi in questo dal Qatar che appoggia i Fratelli  Musulmani, ha sostenuto e finanziato il generale che è il nuovo uomo forte egiziano. In questi giorni sta pressando gli altri stati arabi a sostenere con forza l’attacco occidentale al regime di Assad.  I giornali sauditi (quello più importante in lingua inglese è Arab News, da segnalare anche il network Al Arabiya) scrivono che il re sta facendo il possibile per convincere il mondo a fare qualcosa  contro la violenza del governo siriano.  Il ministro saudita degli esteri Saud Al Faisal ha detto che l’opposizione all’intervento militare in Siria incoraggia il regime a continuare i suoi crimini. Lo ha detto per esempio alla riunione della Lega Araba nella capitale egiziana.  Emirati e Bahrein appoggiano compatti l’Arabia Saudita. Le monarchie conservatrici  del golfo si sono dette deluse per la freddezza statunitense nei confronti del nuovo potere egiziano.  Ha detto il responsabile saudita degli esteri: “qualcuno ha minacciato di bloccare gli aiuti all’Egitto ma questo potrà contare sugli stati arabi islamici”. Allo stesso incontro il rappresentante egiziano ha accusato Obama di incertezza e confusione sulla Siria. E’ vero che Il segretario di stato Kerry ha detto che  l'intervento è necessario, perchè il mondo non  vedeva un simile utilizzo di armi chimiche dalla strage dei curdi autorizzata da Saddam nel 1988. Nonostante questo  l’opinione pubblica statunitense sembra contraria all’attacco. Obama ha deciso che si pronunceranno il Congresso e il Senato, questo dopo il clamoroso no della Camera dei Comuni al si all’intervento voluto dal Primo Ministro britannico Cameron. I sauditi quindi temono che l’attacco sia ritardato o impedito.

L’iperattivismo saudita non è neppure recente. I sauditi aiutarono i mujahideen a sconfiggere i russi in Afghanistan,  aiutarono Saddam contro l’Iran, incitarono gli Usa a intervenire nella prima guerra del golfo, sostennero i gruppi jihadisti sunniti in Iraq dopo la caduta di Saddam.  Nella scacchiera mediorientale ci sono due alleanze, entrambe certo non rispettose dei diritti umani, quella guidata dai sauditi e quella guidata dall’Iran. L’Arabia è contro Assad perché questo è filo iraniano. Sull’Egitto però il fronte sunnita si è spaccato con il  Qatar, la Tunisia e la Turchia rimasti soli nel loro appoggio all’ex presidente egiziano Morsi. 

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 03 Settembre 2013 11:09 )