Due avvenimenti hanno portato in questi giorni le prigioni russe “all'attenzione della stampa”.
Nadejda (Nadezhda, o anche Nada, a seconda del sistema di traslitterazione e delle preferenze della fonte) Tolokonnikova, una delle componenti delle cosiddette “Pussy Riots”, in sciopero della fame da circa una settimana, è stata ricoverata in ospedale. Fonti ufficiali e ufficiose non precisano né commentano le sue condizioni, fatto questo che mi porta a supporre che esse siano critiche. Sembra che neppure al suo avvocato sia stato concesso di visitarla.
Le condizioni di vita nelle prigioni russe sono particolarmente dure (non che in occidente le cose vadano meglio, si veda ad es. http://www.deapress.com/internazionale/15752-sciopero-della-fame-dei-detenuti-.html ). Il regime a cui vengono tuttora sottoposti i detenuti ( o quantomeno i dissidenti politici ) come la Tolokonnikova prevede 17 ore al giorno di lavoro forzato e vari abusi ( una lista completa delle ragioni dello sciopero della fame, con un commento tutto sommato, piuttosto bilanciato è consultabile all'indirizzo web http://www.themoscowtimes.com/news/article/tolokonnikova-in-horrible-condition/486775.html ).
Continuano intanto ,le proteste di Greenpeace per la sorte dei circa 20 attivisti fermati nelle acque dell'Artico ( si veda in proposito http://www.deapress.com/ambiente/15975-autorita-russe-sequestrano-nave-di-greenpeace.html ). Sembra che, le autorità locali non abbiano ancora “formalizzato le accuse”, cosa piuttosto grave dal momento che essi sono ormai trattenuti “dietro le sbarre” da oltre una settimana. Personalmente ipotizzo che ci sia una qualche reticenza a “ufficializzare” accuse ridicole come quelle di “pirateria” e “terrorismo” di cui le fonti ufficiali parlavano nei giorni immediatamente successivi al loro arresto. Alcune fonti (ad es. il già citato “The Moscow Times”) parlano di un prossimo interessamento alla questione da parte del governo olandese (la nave di Greenpeace infatti batteva bandiera olandese).
Terremo i lettori informati dei prossimi sviluppi delle due vicende.
Fabrizio Cucchi/DEApress
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