Da anni vivo in Italia. Qui ho stretto vari rapporti di amicizia con varie persone provenienti dai diversi paesi dei Balcani. Per lo più ci siamo conosciuti nella stessa casa dello studente. Dando forma così ad una piccola penisola nel centro di Firenze. Eppure, quando si parla di argomenti che hanno come soggetto la realtà nei nostri paesi, di solito, evitiamo il discorso. Alcuni punti sono critici. Bisognerebbe avere un magico microscopio per poter eseguire un analisi dettagliata. Molte cose non vengono espresse in completa sincerità, bensì un' ombra di menzogna maschera costantemente il tutto. Come un abito ornato di sorrisi, di compromessi, di elusioni e divieti per non cadere nella trappola delle leggende politiche. Qui, si piazza la domanda: “è, forse la nostra amicizia basata sulla bugia? ”. Una bugia necessaria – ripeto tenacemente. Molte parole vengono pronunciate o scritte e su di esse si possono costruire dei meccanismi di giudizio che potrebbero portare a grandi danni. E' utile, in questo caso, “chiudere un occhio” , per il bene del bene. “Io non dico e l'altro non dice ” - e, laddove, il caso ci porta a dire qualcosa non attinente a questo taciuto patto- non sono che delle beghe momentanee.
Quando si va a osare un po' di più - come un paio di giorni fa, mentre stavo facendo colazione con una mia amica serba - come per caso, ci siamo agganciate in uno di quei argomenti tabù. Ci siamo intrappolate in una rete di “botta e risposta”, per finire poi a capire che trovare da quale parte sta la verità è molto difficile. Dopodiché, ho deciso di andare in biblioteca per prendere in prestito un libro sulla storia dei Balcani. Visto che il mio obiettivo era quello di prendere un' informazione più accurata, ho scelto un libro il cui autore mi è stato consigliato da molti. Da tali conversazioni vengono fuori non poche errate forme di giudizio. Per esempio: la concezione dell'Albania come uno stato di religione solo mussulmana (quando in realtà ci sono ben quattro religioni ufficiali ); la convinzione che molti macedoni si considerano come un popolo privo di difetti (gente che la guerra non la farebbero mai) o che i serbi sono pronta a bere del sangue altrui (eccetera). Ognuno di noi ha una propria teoria sulla storia, sulle definizioni di confine o gerarchie di popoli. "Testa a parte” - dice un'espressione albanese.
L'obiettività ha un andamento serpentino e nessuno si scuote facilmente dalle proprie convinzioni ma, io e la mia amica (penso), non abbiamo intenzione di sfasciare il nostro rapporto per queste cose. I conflitti non ci piacciono, piuttosto, preferiamo esprimere con delicatezza l'amore per i nostri rispettivi paesi, non tollerando alcuna forma di estremismo.
Qui, potrei soffermarmi anche su un aspetto a me “divertente”; quello dei vari commenti negativi o nazionalisti sotto la pagina di un video su youtube, di un articolo o di un'altra opera. Se, si tratta di un argomento che tocca le corde del nazionalismo emergono volentieri delle definizioni spregiative. Tuttavia, chiudo queste pagine con un piglio di sorriso perché qualsiasi persona- possedente un cervello – mette da parte tutto ciò per darsi una tregua. E, se a volte, la questione ci porta a domandarsi: che cosa succederebbe se ...? In tal caso, come un razzo, basta ricordarsi di tutti i conflitti balcanici che, solo poco tempo fa, hanno originato l'inferno. Tutto quello che ha causato le guerre; distruggendo amicizie e rapporti di buon vicinato, con struggente facilità.
I conflitti possono bastare. La religione ed il nazionalismo cieco sono solo un pretesto costruito da estremisti e da chi il potere detiene, avendo fatto e continuando a fare, beffe dietro le nostre spalle; mettendoci contro gli innocenti. Quindi, ai brutti pensieri basta aprirli la porta, che facciano la loro passerella e che ritornino, poi, dietro le quinte.
Senza negare il peso delle ingiustizie subite si può, comunque, cercare di sviare ulteriori danni. Numerosi sono i problemi interni, come: la povertà, la mancanza di elettricità (tutte quelle notti nel buio), scarsità di acqua corrente, il verde divorato dalla polvere, rifiuti rovesciati per terra, corruzione, deludente rispetto per le minoranze, eccetera, eccetera, eccetera... Si, ci sono molte cose che non vanno per il verso giusto! Il mondo deriderebbe, a ragione, la nostra incapacità di stringerci la mano a vicenda.
Se, invece stendessimo la tavola e bevessimo il caffè, da buoni vicini?! Presumo che, dopo questo, per noi - i pionieri del chiasso- verrà costruito un monolite con la scritta: "Questi popoli non sono solo soggetti da guerra ma tessono un mosaico di culture, di religioni e prospere visioni sul mondo; eccellano per l'ospitalità e la generosità”.
Fatjona Seiko
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