Intervista al Presidente della Camera di Commercio Italo – Uzbeka Ing. Luigi Iperti

Martedì 01 Marzo 2016 00:00 Ivan De Stefano
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Di Ivan De Stefano

Gentile Presidente, come profondo conoscitore del territorio Uzbeko,  può darci maggiori informazioni sull’Uzbekistan nella sua interezza?

Conosco l’Uzbekistan da circa venti anni e cioè da quando il Paese aveva acquistato da poco la sua indipendenza.

L’Uzbekistan è un Paese di 31 milioni di abitanti, politicamente stabile e con prospettive di costante crescita e sviluppo. Il PIL aumenta ormai da circa 10 anni al ritmo dell’8% all’anno.

L’Italia è collegata all’Uzbekistan da due voli diretti settimanali, uno da Roma ed uno da Milano. Il tempo di volo è di poco superiore alle sei ore. Altri voli giornalieri collegano l’Italia all’Uzbekistan via Mosca e via Ankara.

La leadership del Presidente Islam Karimov è consolidata anche alla luce dei progressi che il Paese sta facendo con sostanziali miglioramenti delle condizioni di vita della popolazione. Il 29 marzo si sono tenute le elezioni presidenziali concluse con la conferma del Presidente Karimov.

 

Come si rapporta l’economia Uzbeka nella competitività globale?

L’economia dell’Uzbekistan è in costante espansione. Anche nel pieno della recente crisi finanziaria globale, questa giovane Repubblica ha continuato a registrare punte di crescita dell’8,0/8,5%, mantenendo un trend costante negli ultimi sei anni. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, l’Uzbekistan ha gestito bene la crisi, riuscendo a mantenere un bilancio attivo e un basso debito pubblico (attualmente 18,5% del Pil).

Uno dei fondamenti della prosperità dell’Uzbekistan è nelle sue risorse, rame, uranio, oro, cotone e gas naturale, le cui riserve, secondo le stime della BP, superano 1.580 miliardi di metri cubi e nell’operosità della sua gente.

L’industria petrolifera e del gas ha attratto oltre il 60% degli investimenti stranieri. La politica del Paese è volta alla creazione di joint venture nel settore petrolifero e del gas, nell’industria petrolchimica e, in particolare, nella produzione di fertilizzanti. Gli investitori stranieri più importanti sono Lukoil e Gazprom della Federazione Russa, la cinese CNPC, la Korean National Oil and Gas Corporation (KoGas) e la malese Petronas Charigali.

L’Uzbekistan produce quasi 300.000 automobili. Il partner è la General Motors. Anche i motori, 350.000 all’anno, sono fabbricati nel Paese. Le macchine principali, fortemente automatizzate, sono state fornite dalla Comau.

L’azione del Governo a favore dell'industrializzazione contribuisce a cambiamenti nella struttura dell'economia dell'Uzbekistan. Mentre i servizi continuano a dominare l'economia, con una quota del 53 per cento, la quota dell'industria è aumentata, negli ultimi dieci anni, di circa 10 punti percentuali del PIL, ed è ora al 24,2 per cento superando la quota dell'agricoltura (17,6 per cento).

L’Uzbekistan è uno dei maggiori produttori di cotone (3,35 milioni di ton). Solo il 25%-30% del quale viene trasformato nel Paese. Il Governo è impegnato a promuovere grandi investimenti nell’industria tessile locale al fine di incrementare l’utilizzo del cotone.

L’istruzione a tutti i livelli è molto curata. Esistono almeno tre Università con partner stranieri di cui una Turin University, ha corsi di laurea in ingegneria in lingua inglese e come partner il politecnico di Torino.

Le trasformazioni strutturali in atto nell'economia dell'Uzbekistan meritano particolare attenzione: se nel 2000, la quota di produzione delle piccole imprese private, nella formazione del PIL del Paese, era del 31%, nel periodo gennaio-settembre 2014, questo indicatore ha raggiunto il 56%. La crescita del settore delle costruzioni ha raggiunto il 17,4 % annuo ed i servizi hanno avuto una crescita accelerata del 14,2 % annuo. Importante anche l’industria turistica che può contare su una serie di siti storici di grande interesse, come Samarcanda, Bukara, Khiva.  

Circa il 60 per cento delle spese statali sono indirizzate allo sviluppo sociale della popolazione. Di esso il 33,5 per cento va all’educazione. La quota parte di donne che lavorano è salita al 45,4 per cento.

Il tasso d’inflazione si mantiene inferiore al 10% all’anno. L’inflazione è anche dovuta alla robusta crescita della base monetaria, a causa dell’aumento dei salari e dei benefits da parte del Governo. Le autorità mantengono comunque uno stretto controllo dei prezzi sui prodotti alimentari di base e sull’energia per limitare l'inflazione. Il deprezzamento della moneta locale segue le linee programmatiche del Governo in modo da tenere sotto controllo l'inflazione importata.

Il bilancio dello Stato mostra da vari anni un avanzo variabile tra lo 0.15% (2013) e lo 0,4 del Pil. Le entrate sono aumentate negli ultimi anni a seguito della forte crescita economica e delle riforme.

Il debito con l’estero non costituisce un fattore di rischio. Nel 2015 è stato pari al 18,5% del PIL. Le riserve valutarie sono cospicue ed in aumento: a fine 2010 ammontavano a 9,8 miliardi di dollari pari a oltre 13,6 mesi d’importazione. A fine dicembre 2013 sono salite a 17,0 miliardi di dollari e coprono 13,0 mesi d’importazioni. A ciò si aggiungono i circa 15 miliardi di dollari accumulati nel Fondo per la Ricostruzione e lo Sviluppo (FRD), creato nel 2006.

Come si pone oggi  l'Uzbekistan rispetto alle sue riserve naturali e agli scambi commerciali?

L'Uzbekistan si pone tra i più importanti Paesi al mondo per quanto concerne la produzione e le riserve di gas naturale. La produzione di gas si aggira annualmente intorno ai 67 miliardi di metri cubi. Si stima che l'Uzbekistan esporti 16 miliardi di metri cubi di gas all'anno, principalmente verso la Federazione Russa, ma anche verso la Cina.

Per quanto riguarda le esportazioni verso la Russia, l'Uzbekistan ha attualmente ottenuto condizioni di prezzo simili a quelle che GAZPROM pratica nei mercati europei.

Il programma in corso di esplorazione, fino al 2020, della Uzbekneftegaz interessa principalmente i giacimenti di gas dell'altopiano di Ustyurt, regione ubicata nel nord-ovest del paese tra il Lago Aral ed il Mar Caspio.

Oltre ad accordi sottoscritti con le principali società russe, come Gazprom e Lukoil, operanti nello specifico settore, accordi per l'esplorazione e l'eventuale sfruttamento di giacimenti gassosi sono stati anche sottoscritti, con compagnie cinesi, sud-coreane, malesi e di altri paesi.

Le autorità uzbeke hanno deciso, già in un vertice internazionale tenutosi a Maggio 2009, di non firmare intese per la realizzazione di collegamenti energetici con l’Unione Europea, mentre altri paesi si sono accordati per fornire sostegno politico, tecnico e finanziario al progetto del “Corridoio Meridionale”, destinato a trasportare gas naturale dal Mar Caspio all’Europa, evitando il territorio russo.

L’Uzbekistan con il Turkmenistan ed il Kazakistan, non hanno voluto aderire per mantenere buoni rapporti con la Russia. Del resto il Corridoio Meridionale, rappresentato essenzialmente dal progetto Nabucco, non si è concretato sia per la dubbia validità commerciale sia per la riduzione dei consumi che si sono andati manifestando sui mercati europei e questo progetto è stato parzialmente sostituto dal gasdotto Trans-Anatolia Pipeline Gas (Tanap), che porterà il gas dal Mar Caspio, Azerbaijan, attraverso la Turchia e poi dalla Grecia all'Italia.

L'Uzbekistan possiede anche riserve di petrolio (circa 600 milioni di barili), ma insufficienti per ora a coprire il mercato interno. Tra le più importanti risorse naturali del Paese vi è l'uranio. Sono previsti investimenti per incrementarne la produzione e l'esportazione. Secondo fonti indipendenti, l'Uzbekistan possiede depositi di uranio stimati in 116.000 tonnellate, equivalenti al 2% delle riserve mondiali. I dati governativi uzbeki quantificano invece le riserve di uranio in 185.800 tonnellate.

L`estrazione dell`oro rappresenta, insieme a gas e uranio, una delle molteplici risorse del Paese, con un ruolo preponderante per quanto riguarda le esportazioni. L`Uzbekistan è infatti il nono produttore mondiale di oro e le sue riserve (la più importante è quella del Muruntau, nella regione del Navoi) sono situate al quarto posto tra i principali giacimenti mondiali. La produzione di oro annuale del Paese è stata stimata oltre le 80 tonnellate.

 L’Uzbekistan nel 2014 ha esportato 15,087 miliardi di US$ ed importato 13,8 miliardi. Il partner principale è la Russia che copre il 40% degli scambi, seguono la Cina, la Corea, la Turchia. Tra i paesi europei la Germania è al primo posto.Le esportazioni italiane sono fortemente cresciute nel 2014 rispetto al 2013 passando da 90 milioni a 150 milioni. La crescita si è confermata anche nel 2015 dove a ottobre le nostre esportazioni hanno raggiunto i 107 milioni. Una parte delle esportazioni italiane non sono presenti nelle statistiche ISTAT perché entrano attraverso altri paesi come Dubai e Turchia.

L’Italia esporta principalmente macchinari (65%), vestiario (10%), calzature (3,8%), medicinali e farmaceutici (3%), prodotti per profumeria (3%). I prodotti alimentari sono solo il 2% dell’export.

Le esportazioni uzbeke sono minime. Nel 2014 sono ammontate a 35,5 milioni e nel 2015 sono ulteriormente diminuite.Gli scambi commerciali tra i due Paesi sono, come abbiamo visto, modesti rispetto alle prospettive ed hanno quindi un forte potenziale di crescita.

Quali sono le prospettive  di crescita per il paese e per gli  investimenti?

La crescita del PIL nel 2016 è prevista ancor sostenuta anche se leggermente inferiore rispetto all’anno prima.

Dovrebbe collocarsi a circa il 7,5 per cento. Tale stima prende in considerazione una serie di rischi al ribasso. Tra di essi una previsione di debole crescita di altre economie. In particolare la decrescita in Russia, il principale partner commerciale dell’Uzbekistan, influenzerà negativamente le esportazioni ed i flussi di rimesse.

Nonostante il calo delle esportazioni e degli afflussi di rimesse dalla Russia e la tendenza al calo dei prezzi delle materie prime principali, verificatasi nella seconda metà del 2014 e nel 2015, lo scenario di base si mantiene positivo perché il governo sta adottando misure per sostenere consumi, investimenti, esportazioni, e quindi favorire la crescita.

Queste includono il proseguimento del programma d’investimenti, ulteriori esportazioni di oro, un aumento delle esportazioni di gas e prodotti alimentari verso la Cina, aumenti di salari, pensioni e prestazioni sociali, disponibilità di credito aggiuntivo per le piccole imprese, una riduzione delle accise sulle importazioni di prodotti alimentari e miglioramenti nel clima degli investimenti.

Gli obiettivi e le priorità politiche del paese sono: aumentare l'efficienza delle infrastrutture, in particolare dell'energia, dei trasporti, e dell’irrigazione; migliorare la competitività di specifici settori, come la trasformazione dei prodotti agricoli, il settore petrolchimico e quello tessile; diversificare l'economia e quindi ridurre la sua dipendenza dalle esportazioni di materie prime; migliorare l'accesso e la qualità di istruzione, sanità e altri servizi sociali.

Gli investimenti stranieri diretti previsti per il 2016 ammontano a 2,80 miliardi per 85 progetti, di cui 2,29 per 34 progetti nel settore energetico.

Nel medio termine, la World Bank considera necessarie riforme strutturali atte a sostenere l’alto tasso di crescita. Il Governo ha l'obiettivo di far diventare l’Uzbekistan un paese industrializzato a medio-alto reddito verso il 2050. Sta pertanto perseguendo una graduale transizione ad un'economia orientata al mercato. Allo stesso tempo intende perseguire una distribuzione equa della crescita tra le regioni e garantire il mantenimento di adeguati servizi sociali. Riforme mirate sono state messe in atto per incoraggiare gli investitori ad utilizzare tecnologie moderne per incrementare la produttività.

Come sono i rapporti con l’Europa?

L’Uzbekistan ha regolari relazioni con l’Unione Europea. Esiste un’Ambasciata dell’Unione a Tashkent e finanziamenti vengono elargiti su programmi specifici. Ne citiamo due:

-          “An international project on modernization of agriculture sector with the introduction of latest know-how, innovations and technologies” di 10 milioni di €, acquisito dalla società tedesca GIZ, con i francesi di Adecia, l’italiana AIA ed una società Bulgaria. Il progetto ha lo scopo di sviluppare piccolo e medie aziende agricole attraverso la modernizzazione dei sistemi di conservazione e magazzinaggio e del trattamento di frutta e vegetali. Infatti Il Governo uzbeko ha deciso di ridurre la produzione di cotone di 350.000 ton all’anno e di incrementare la produzione di frutta, verdura e grano.

-          MTP Program, gestito da una società greca. Esso finanzia il soggiorno per 2-4 settimane di giovani manager uzbeki in aziende europee. L’Italia è il paese che ha avuto le maggiori richieste di stage da parte di aziende uzbeke.

Quali opportunità si prospettano per le imprese italiane?

Gli Uzbeki amano l’Italia e tutto ciò che è italiano, i film, la moda, il cibo ed i nostri macchinari perché sanno che sono di qualità e competitivi come prezzo.

Sono previsti molti investimenti in settori di nostro interesse; per esempio impianti per la trasformazione dei prodotti agricoli, per il settore dell’automobile, per il meccano tessile, per l’Oil & Gas, per la produzione di oggetti in plastica.

Il settore delle piccole imprese è particolarmente importante perché i nuovi imprenditori Uzbeki che necessitano, in moltissimi settori, proprio di quelle conoscenze, tecnologie e macchinari che le medie e piccole imprese italiane possiedono.

Più difficile competere per i grossi impianti del settore Oil & Gas e dell’energia per i quali cinesi e coreani offrono partecipazione azionaria e finanziamenti.

L’Uzbekistan vuole sviluppare il settore della moda e guarda al sistema moda italiano con molto interesse. Alcuni accordi sono stati formalizzati. Anche il settore del food offre buone prospettive.

Aziende del Gruppo Finmeccanica come Alenia Aermacchi e Selex Es seguono il mercato Uzbeko.

Il Paese presenta importanti opportunità per forniture di beni strumentali e di beni di consumo, ma è particolarmente interessante per investimenti manifatturieri di piccola e media dimensione.

Alcune aziende italiane sono presenti con proprie unità produttive come l’Ariston (piccole caldaie domestiche), la Landi Renzo (componenti per l’utilizzo del gas nei motori auto), la Toscana Nastri (nastri trasportatori), CNH (macchine per il settore agricolo). Anche l’Università Italiana è presente con Il Politecnico di Torino come abbiamo detto.

Trattative sono in corso da parte di operatori italiani per creare insediamenti produttivi nel settore auto e in quello delle macchine agricole. Maggiori notizie saranno comunicate a parte.

Il Governo Uzbeko ha in atto un vasto programma di privatizzazioni. Ricerca partner stranieri specialmente per lo sviluppo della media industria. E’ stata emessa dalle Autorità Uzbeke una lista di oltre 300 società per le quali è richiesto un investitore straniero.

Prospettive interessanti si presentano per industriali italiani che creino centri produttivi nel Paese e quindi intendano allargare il loro mercato non solo all’Uzbekistan, ma anche agli altri paesi dell’Asia centrale e alla stessa Russia, ai quali si può accedere dall’Uzbekistan senza o con modesti oneri doganali. Si tratta di un mercato potenziale da 200 milioni di abitanti. I centri produttivi richiedono piccoli investimenti perché possono essere limitati ad attività di montaggio con componenti spediti dall’Italia.

Uno dei settori che l’Uzbekistan vuole sviluppare è quello dell’industria farmaceutica. Anche qui inizialmente le attività in Uzbekistan possono essere limitate, importando ciò che può non essere conveniente produrre nel Paese.

Per gli investitori stranieri sono previsti importanti incentivi fiscali, che si aggiungono ad altri fattori interessanti come il basso costo della manodopera e delle energie. Gli incentivi fiscali sono particolarmente interessanti nelle Free Economic Zone di Navoi, Djizac e Angren.

Che vantaggi ha un’impresa italiana ad associarsi con la Camera Italo – Uzbeka?

La nostra Camera con uffici a Milano e a Tashkent e con la propria società di servizi ITALUZ, in partecipazione con la Camera di Commercio e Industria dell’Uzbekistan, è presente dal 2002 sul mercato Uzbeko, con buone relazioni anche sul piano istituzionale.

Il nostro compito è quello di aiutare gli imprenditori dei due Paesi a stabilire reciproche relazioni. Siamo quindi pienamente disponibili a fornire informazioni, ad aiutare gli imprenditori italiani che vogliano affrontare il mercato uzbeko. Un mezzo importante di promozione è ancora la partecipazione alle fiere specializzate, e gli incontri istituzionali che si tengono ogni anno, nei quali si determinano le evoluzioni sulle opportunità di collaborazione tra i due paesi.

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