Vesuvio - foto di Stefania Parmigiano
Una mostra spettacolare al Museo delle Belle Arti di Montreal (MMFA), in Canada, dal 6 febbraio prossimo e fino al 5 settembre con oltre 200 reperti archeologici provenienti da Pompei, Ercolano e dal Museo Archeologico di Napoli. Una scenografia interattiva e sensoriale coinvolgerà i visitatori immergendoli nella vita quotidiana delle due cittadine - attraverso effetti visivi e sonori che ricreeranno gli ambienti intorno a mosaici, statue, utensili - e li stupirà con la ricreazione multimediale delle varie fasi del disastro, dalle prime scosse fino all’eruzione che le seppellì, il 24 agosto 79 D.C.
Pompei ed Ercolano erano situate poco a sud di Napoli, sulla costa, ed erano sovrastate dal cono del vulcano Vesuvio. Quando questo eruttò un'immensa nuvola di ceneri, lapilli e gas si alzò dal Vesuvio fino a raggiungere quasi 30 km di altezza, ricadendo disastrosamente prima su Pompei, impietrendo cose e persone impegnate in ogni attività, poi cambiò il vento e colpì Ercolano, dove gli abitanti morirono soffocati dal gas durante il tentativo di fuga. Questo tipo di eruzione si chiama esplosiva, perché la lava che si raccoglie alla sommità impedisce ai gas di uscire, aumentando la pressione interna fino all’esplosione.
Plinio il Giovane assisté da Miseno, il lato opposto del Golfo di Napoli, e raccontò a Tacito “…una nube si levava in alto, ed era di tale forma ed aspetto da non poter essere paragonata a nessun albero meglio che a un pino. Infatti, drizzandosi come su un tronco altissimo, si allargava poi in una specie di ramificazione; e questo perché, suppongo io, sollevata dal vento proprio nel tempo in cui essa si formava, poi, al cedere del vento, abbandonata a sé o vinta dal suo stesso peso, si diffondeva ampiamente per l’aria dissolvendosi a poco a poco, ora candida, ora sordida e macchiata, secondo che portasse con sé terra o cenere.”
Nel 1748, sotto il regno dei Borbone, per volontà di Carlo III, iniziarono gli scavi che intendevano recuperare opere e oggetti preziosi, ma fu l’archeologo napoletano Giuseppe Fiorelli che, intorno al 1861, organizzò uno scavo sistematico volto a riscoprire Pompei e poi Ercolano. Da allora gli scavi proseguono ininterrotti.
La mostra, che a Toronto ha contato 273.000 visitatori nel 2015, è realizzata dalla Soprintendenza di Pompei e dai musei MBAM di Montreal e Royal Ontario Museum di Toronto, col supporto dell'Ambasciata Italiana in Canada e dell'Istituto Italiano di Cultura di Montreal. A cura di Laura Vigo, archeologa e curatrice del MMFA, sotto la direzione di Paul Denis, Assistente curatore del Royal Ontario Museum, con Kate Cooper, Research Associate presso il Royal Ontario Museum. Per la scenografia, l'MMFA ha collaborato con lo studio di architettura In Situ, Uniform, Graphics eMotion e la designer Lysanne Pépin sotto la direzione di Nathalie Bondil, Direttore e Chief Curator della MMFA, e Sandra Gagné, Capo della produzione mostra. François Filiatrault, consulente di musica antica, ha creato una colonna sonora per migliorare l'atmosfera nella sala del banchetto.
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