Lunedì scorso, il sito web della BBC (1) riportava la notizia della riapertura delle principali arterie stradali che collegano la Siria con la Giordania e con la zona delle alture del Golan, occupate da Israele. La riapertura delle frontiere segnala generalmente la fine di un conflitto. La stessa fonte riportava precedentemente (2) che, anche nella provincia di Idlib, ultima roccaforte importante (attualmente) nelle mani dei ribelli, o più precisamente del gruppo chiamato Hayat Tahrir al-Sham (definito un "rebrand" di al-Nusra, collegato ad al-Qaeda).... i combattimenti stanno cessando e la situazione della provincia si stà evolvendo verso la creazione di una zona demilitarizzata, prevista dagli accordi turco-russi. In quest'ultima zona sono però presenti ingenti forze turche, che il presidente siriano Assad è costretto a tollerare (almeno per il momento) e che non è chiaro se e quando vorranno ritirarsi. Come non è davvero chiaro -a parere di chi scrive - se ci sia e quale sia l' accordo "tra le parti" sullo status giuridico delle zone autonome kurde, che hanno dato vita a uno dei più interessanti esperimenti di governo "dal basso".
Oggi è stata del resto diffusa la notizia della decisione dell'inviato ONU per la Siria, Staffan de Mistura, di ritirarsi dal suo incarico a Novembre (3). Anche se la decisione sembra dettata da ragioni personali, si può vedere anche in questa scelta una prossima fine del conflitto. La guerra civile in Siria dura dal 2011 ed è costata fino ad ora oltre 350 mila morti, e almeno 5 milioni di profughi (4). Cominciata con le proteste contro Assad, nell'ambito delle cosiddette "primavere arabe", si è rivelata uno dei conflitti più lunghi e sanguinosi degli ultimi anni. I molti "interventi esterni" hanno pù volte fatto temere un'ampliarsi del conflitto. Anche se "rimangno molti nodi non risolti", (che si aggiungono alle questioni già in sospeso prima dell'inizio del conflitto, come l'occupazione israeliana delle alture del Golan) e anche se gran parte della situazione risultante sembra più dettata da accordi tra stati esteri che dalla volontà della popolazione, speriamo "che sia davvero la volta buona" che questa guerra finisca.
Fabrizio Cucchi, DEApress
(1)https://www.bbc.com/news/world-middle-east-45862528?intlink_from_url=https://www.bbc.com/news/topics/cx1m7zg0w5zt/syria&link_location=live-reporting-story
(2)https://www.bbc.com/news/world-middle-east-45796263
(3)https://www.bbc.com/news/world-middle-east-45893986
(4)https://www.agi.it/estero/siria_guerra_morti_rifugiati-3632385/news/2018-03-16/
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