Come il Re Leone ha creato e filmato i suoi animali virtuali

Venerdì 19 Luglio 2019 16:00 Carmen Iacopino
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25 anni dopo, Simba, Nala, Pumba e gli altri tornano al cinema! Si tratterà di un “Re Leone” di nuova generazione, poiché il cartone animato del 1994 lascia il posto ad un film concepito con sole immagini di sintesi. Gli effetti speciali sono di un realismo inedito, una vera rivoluzione tecnologica.

Computer ultra-potenti che ingoiano e digeriscono centinaia di migliaia di foto scattate in Kenya, ma anche in alcune zone degli Stati Uniti… Risultato: paesaggi e animali letteralmente più veri che in natura.

Questa superproduzione Disney è realizzata da Jon Favreau, al quale si devono inoltre “Iron Man” e la versione più recente del “Libro della Giungla”. Secondo lo sceneggiatore Pascal Pinteau «in questo film, è veramente impossibile distinguere un leone vero da uno falso»

Con un vantaggio da non trascurare assolutamente: non c’è bisogno di domare nessun animale selvaggio e ciò esclude i rischi di maltrattamento, ma anche di attacchi alla troupe cinematografica.

Questo “Re Leone” si situa a metà tra il racconto e il documentario.

Le riprese, effettuate a Los Angeles, somigliavano ad un video game in cui il regista sarebbe l’eroe. Pinteau ha potuto assisterle, e ha commentato: «Jon Favreau aveva un casco per la realtà virtuale sulla testa, e al posto di prendere un mitra come succede in un gioco di guerra, poteva scegliere tra una camera da presa, un carrello e un treppiedi.»

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 19 Luglio 2019 16:10 )