Certi oggetti diventano "simboli" di un'epoca. Io temo che il simbolo di questo drammatico momento, oltre alla mascherina, sia il drone. Qualcosa di non umano, di un pò inquietante....Persino in Tunisia c’è una sorta di versione locale di “questi aggeggi” deputati a sorvegliare il rispetto della quarantena (1). L’idea di utilizzare i droni per far rispettare le norme anti-coronavirus non è esclusivamente italiana o dei paesi sviluppati. Nelle strade di Tunisi gira infatti un robot a quattro ruote, concettuale imitazione dei nostri "cosi volanti" che si avvicina ai passanti e chiede i documenti. Il contagio da coronavirus ha messo in ginocchio la regione "messa meglio" economicamente d'Italia, la Lombardia, e colpisce severamente anche le nazioni più ricche, c'è quindi da aver paura al pensiero di cosa accadrà molto presto nei paesi più poveri. Questa epidemia globale rischia di provocare un tremendo massacro ad es. in Africa, dove- stime ufficiali chiaramente poco affidabili, registrano ad oggi almeno 7.000 contagiati (2). Il Sud Africa è il paese fino a questo momento più colpito; dopo una settimana di misure drastiche, la situazione sembra comunque stabilizzarsi, benché le misure d’emergenza sembra abbiano costituito “terreno fertile” per abusi da parte delle locali forze dell’ordine (3). Al secondo posto nel continente, nella classifica odierna dell'epidemia troviamo l’Algeria e quindi l’Egitto, paese dove è in vigore già da diversi giorni il coprifuoco e altre restrizioni (4). Quarto il Marocco, duramente colpito malgrado che le autorità locali avessero già lo scorso 14 Marzo, chiuso tutte le frontiere (5), nonostante le evidenti e pesanti ripercussioni sull’economia locale (6). Chiaramente è difficile una stima attendibile del numero di contagi in Libia, data la situazione di guerra civile in atto, e bisogna anche ricordare che la situazione di molte zone africane come ad es. la Somalia (7) è complicata dai conflitti con estremisti islamici e altri gruppi. Per quanto riguarda il territorio Saharawi c'è solo da sperare che la bassa densità della popolazione costituisca un'efficace barriera contro il contagio. Aiuti sanitari da parte di aziende cinesi (chi scrive congettura che sia accaduto dietro indicazioni del governo di Pechino, ma senza immaginare “secondi fini”) sono giunti in Etiopia, Sudafrica, Tunisia, Zambia e Kenia (8). Ma non in altre parti del continente, e, per quanto consistenti, sono chiaramente destinati a essere come "una piccola goccia in un enorme deserto". Molte polemiche sono anche seguite all’ipotesi – per il momento solo teorica – che la stessa cosa possa essere fatta dal miliardario Elon Musk con la Nigeria (9). In molti casi, nei paesi più poveri, probabilmente l’unica speranza è che accada anche in Africa quello che sta avvenendo in Brasile (10), dove sono gli abitanti di alcune tra le zone più povere ad auto-organizzarsi per affrontare la pandemia.
Fabrizio Cucchi, DEApress
(1) https://www.bbc.com/news/world-africa-52148639
(3) https://www.bbc.com/news/world-africa-52125713
(6) https://it.sputniknews.com/mondo/202004028926590-coronavirus-ed-economia-zero-turisti-in-marocco/
(7) https://www.bbc.com/news/world-africa-52103799
(8) https://www.repubblica.it/esteri/2020/04/03/news/coronavirus_la_cina-253009473/
(10) https://www.bbc.com/news/world-latin-america-52137165
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