I pescatori mazaresi e l'annoso problema dei sequestri

Mercoledì 02 Settembre 2020 18:07 Silvana Grippi
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Ieri sera, quattro pescherecci a largo della Libia sono stati avvistati, a circa 35 miglia a nord di Bengasi, alle ore 21.00 circa. Rincorsi e fermati due pescherecci della marineria di Mazara del Vallo, l'Antartide e il Medinea, la capitaneria libica ha sequestrato le barche mentre le altre due pescherecci, che navigavano nelle vicinanze, sono riusciti a sfuggire alla cattura. 

La capitaneria di Mazara del Vallo informa che ci informano che:diciotto marinai sono stati portati a Bengasi da militari libici e dopo l'interrogatorio sono stati riportati sui pescherecci sequestrati in quanto appartenenti alla marineria trapanese di Mazara.. 

 Medinea e l'Antartide,pescavano in acque internazionali o in acque libiche?
Cosa hanno dichiarato i comandanti dei due pescherecci sfuggiti?
I componenti dell'Anna Madre di Mazara del Vallo e il Natalino di Pozzallo (Ragusa) sono riusciti a fuggire e stanno bene e dovranno rilasciare testimonianza.

 

 
L'Anna Madre era già stato sequestrato nell'ottobre del 2017 dalle autorità tunisine. Leonardo Gancitano, è l'armatore del peschereccio della marineria di Mazara del Vallo Antartide. A bordo del motopesca, ci sono 10 membri dell'equipaggio di nazionalità italiana, tunisina e indonesiana. Sul Medinea, invece, ci sono 6 marinai.
I sequestri sono un problema che la marineria di Mazara del Vallo conosce bene.

 "La presenza del ministro Di Maio in Libia in questi giorni non può essere una coincidenza". Lo ha detto il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, riferendosi al sequestro di due pescherecci che adesso si trovano nel porto cittadino controllato dagli uomini del generale Khalifa Haftar, mentre altri due pescherecci "Anna Madre" di Mazara del Vallo e "Natalino" di Catania sono riusciti a fuggire invertendo la rotta, ma il comandante e il primo ufficiale sono stati condotti in Libia. Nei giorni scorsi il ministro degli esteri Luigi di Maio ha invece incontrato il presidente del governo libico riconosciuto dall'Onu, Fayez al Serraj. "La circostanza ci preoccupa, ma oggi osserviamo un silenzio rispettoso del lavoro che sappiamo si sta svolgendo in maniera frenetica alla Farnesina che già in altre circostanze ha saputo trattare vicende analoghe in modo opportuno ed efficace".

"Siamo stanchi di rischiare quotidianamente la vita per guadagni irrisori. Viviamo una condizione di pericolo costante, ma noi chiediamo solo di poter fare il nostro mestiere". A dirlo è Gaspare Asaro, armatore di Mazara del Vallo nel Trapanese. Nell'ottobre del 2018 a essere fermato fu un suo peschereccio, il 'Matteo Mazzarino', servirono 10 giorni di trattative diplomatiche per portare a casa l'equipaggio, sette persone in tutto. "Furono sottoposti a sorveglianza militare e ci fu confiscato l'intero pescato - ricorda Asaro -, nonostante non fosse stato pescato tutto nelle acque che le autorità libiche hanno dichiarato in modo unilaterale di loro competenza". "Quello che è accaduto ieri è un atto eclatante, che arriva dopo la visita del ministro Di Maio", sottolinea Asaro. Il sequestro dell'Antartide e del Medinea è avvenuto ieri sera da parte di autorità che fanno capo all'autoproclamato governo dell'est del Paese. "I pescatori di Mazara del Vallo chiedono solo di poter continuare a fare il proprio lavoro in sicurezza, non siamo interessati a questioni politiche - aggiunge l'armatore -. Occorre che l'intera diplomazia, non solo italiana ma internazionale, consideri questa una priorità. Il Mediterraneo è diventato un focolaio di guerra e per noi non è più possibile continuare a svolgere il nostro umile mestiere di pescatori

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Settembre 2020 09:59 )