Nuovi accordi tra Cina e Europa

Martedì 10 Novembre 2020 18:08 Ni Weijun
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La Cina in questo momento è concentrata sull'accelerare i negoziati commerciali con l'Europa allo scopo di concludere investimenti redditizzi entro la fine dell'anno Dato che l'Europa è uno dei più grossi investitori e dato che i rapporti e le  relazioni bilaterali sono un terreno minato dove la diplomazia si muove con cautela, e dato che i rapporti non sono stati facili negli ultimi tempi. In queste ultime settimane si era parlato di un ennesimo rallentamento: troppi i nodi ancora da sciogliere, specie sul fronte delll'accesso ai mercati, del trasferimento di tecnologie e della tutela della proprietà intellettuale nonché dell'accesso reciproco ai bandi pubblici, un ambito sul quale Pechino ancora non ha recepito le regole Wto. Otto anni di negoziati, quasi una trentina di rounds di colloqui tra Pechino e Bruxelles non sono stati sufficienti a superare le difficoltà. 

Il presidente Xi potrebbe, dare una scossa, proprio mentre l'Europa è di nuovo alle prese con la pandemia e la Cina, il Paese che ha registrato per primo a Wuhan il contagio da Covid-19, sarà probabilmente e sperabilmente anche il primo paese a uscirne, in netta ripresa economica. Infatti, gli Stati Uniti sono alle prese con l'elezione e soprattutto con il contagio, ma il Fondo monetario considera la Cina l'unica grande economia destinata a crescere  La controparte cinese spinge al dialogo considerando i 45 anni di buone relazioni bilaterali e ha puntato decisamente sul partenariato strategico globale Cina-Ue. Pechino ha ospitato virtualmente il decimo dialogo strategico Eu-Cina, con in prima linea il consigliere di Stato cinese e ministro degli Esteri Wang Yi e il copresidente Josep Borrell, alto rappresentante della Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

L'ultimo incontro del dialogo si era svolto il 18 marzo 2019, a Bruxelles. Slittato dal marzo scorso al 22 giugno, in versione online a causa del Covid-19, l'Eu-China Summit è stato contrassegnato dal tema del passaggio della Cina da opportunità a "rivale sistemico", data la diversità dei rispettivi modelli di governance; a metà settembre, a Lipsia, durante la presidenza tedesca della Ue, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha gestito direttamente con  Xi, in una fase di frizioni crescenti tra Usa e Cina,e  con l'Europa alle prese con il contagio da Covid 19. La Germania, interlocutore principale della Cina con un peso economico negl scambi commerciali ha dimostrato un cambio di passo nei confronti di Pechino.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva chiesto, a sua volta, a Pechino di rendere più accessibile il mercato cinese per le aziende europee. Entro la fine dell'anno a implementare molti punti rimasti in sospeso dell'Agenda 2020 che è al centro dei negoziati bilaterali. Per quanto riguarda le questioni economiche bisognerà sapere se Xi riuscirà a convincere l'Europa a chiudere la partita. Intanto, a Shanghai si è proposto come il paladino del multilateralismo ed ha precisato di voler chiudere il trattato con Giappone e Corea e il Recep, l'accordo che raggruppa 15 Paesi della Regione dell'Asia-Pacifico.

La Cina contribuirà alla riforma del Wto e garantirà l'accesso delle aziende e dei beni stranieri di qualità. 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 11 Dicembre 2020 19:37 )