Un segnale da Berlino in controtendenza…
Il 26 Settembre si sono svolte le elezioni politiche in Germania per il rinnovo del parlamento federale, comunali e di circoscrizione. Inoltre nella capitale,Berlino, i cittadini erano chiamati a pronunciarsi in un referendum, unico in Europa, sull’esproprio degli alloggi che sono di proprietà di gruppi immobiliari. Il referendum, approvato dal 56% dei Berlinesi (1), dà mandato alle città -Stato di poter acquistare alloggi di proprietà delle grandi società per affittarli a canone controllato e sostenibile “per permettere agli inquilini di non preoccuparsi più degli aumenti che hanno portato anche all’espulsione di molte persone da Berlino”(2).
Si parla di circa 240 mila appartamenti; “la stragrande maggioranza degli abitanti (circa l’80%) vive in affitto. Negli ultimi anni i costi mensili sono lievitati tra le proteste generali fino a quasi raddoppiare: il prezzo degli affitti a Berlino sta salendo progressivamente dai 10 euro al metro quadro fino anche ai 20 euro. Una diretta conseguenza del mantenimento, da parte dei privati, di un numero elevato di case sfitte. Il comitato “Deutsche Wohnen & Co enteignen”, principale promotore dell’iniziativa, ispira il suo nome proprio alla più grande società immobiliare, la Deutsche Wohnen, che da sola possiede oltre 100 mila stabili. Le altre principali società sotto accusa sono Ado, Vonovia, Akelius e Covivio “(3)
I promotori del referendum accusano questi gruppi, di spingere le famiglie con basso reddito e i vecchi residenti ad abbandonare le proprie abitazioni non facendo manutenzione e aumentando i canoni di affitto. Secondo il Financial Times (4), da tempo Berlino rientra nel gruppo di città Europee che attira gli investitori del settore immobiliare. Investitori-speculatori che stanno sfruttando l’impennata dei prezzi degli immobili a livello mondiale: negli Stati Uniti il tasso di crescita dei prezzi è stato il più alto degli ultimi trent’anni e nei paesi Ocse ha raggiunto il 9,4%, dato più alto dal 1991.
Da tempo le più grandi città europee sono preda di società immobiliari che, con la complicità spesso delle amministrazioni locali, stanno trasformando non solo l’urbanistica e la conformazione della città ma anche, soprattutto, il tessuto sociale delle comunità. Ci aspetta anche a Firenze un futuro di B&B e di “locali alla moda “ per il mordi e fuggi? Intanto per la nostra città tra un aperi-Dante e l’altro sono previsti 3800 sfratti…
(1) www.Radiondadurto.org
(2)Marco Peverini Urbanistica Politecnico di Milano
(3)https://www.open.online/2021/09/27/berlino-referendum-espropriazione-case/
(4) Rivista Internazionale n° 1428 -24/30 Settembre 2021
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