Libano : la ripresa del cinema in piena crisi un interesante articolo sulla città di Tripoli

Giovedì 21 Luglio 2022 12:42 simone fierucci
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In piena crisi economica e politica il Libano si trova ad affrontare di nuovo i "fantasmi" che portarono alla guerra civile scoppiata negli anni 70' del secolo scorso. Le varie fazioni che compongono il panorama politico-etnico-religioso del paese dei cedri stanno cercando, con l'aiuto dei loro rispettivi "protettori" occidentali ( Francia e USA)  e dell'area (Iran e Israele), di consolidare le proprie posizioni nella società senza avere soluzioni di compromesso. Di conseguenza anche la cultura, i movimenti artististici libanesi che sono tra i più più prolifici e dinamici nell'area , si trovano in grande difficoltà a causa di censure e diffidenze  a seconda dell'"umore" di turno della fazione che comanda l'area dove sorge un cinema, un teatro una sala multimediale.

Vi invitoamo a leggere l'articolo di Clément Gibon Giornalista e fotografo, risiede in Libano dal 2019. Si è laureato all’Università di Poitiers e ha frequentato L’Ecole des affaires internationales di Scienze Politiche. Ha lavorato inoltre per l’Ong Act for the Disappeared e la Fondazione Samir Kassir pubblicato su Orientxxi che ci dà uno spaccato sulla ripresa del cinema nella città di Tripoli partendo dalla situazione durante la guerra civile.“Certi film hanno lasciato un segno nel pubblico: il mio amico Riad Chaaban andò dal barbiere per farsi tagliare i capelli alla James Dean, un’impresa ardua visto che aveva dei capelli molto sottili. Le donne di Tripoli, invece, andavano dalle sarte per farsi fare gli stessi vestiti che indossavano sul grande schermo Faten Hamama o Marylin Monroe. Certe sarte sapevano addirittura in anticipo la programmazione per avere della stoffa pronta in modo realizzare gli abiti richiesti dalle fan del cinema”.

Qui sottto il link e buona lettura!!

https://orientxxi.info/magazine/libano-a-tripoli-e-tornata-la-magia-del-cinema,5746

 

   

 

Installazione all’interno della mostra “Dive” all’Institut du monde arabe di Parigi (19 maggio-26 settembre 2021)
Stéphane de Sakutin/ AFP

                                                                                                                                

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