La donna vittima "in quanto donna"

Venerdì 28 Giugno 2013 12:53 Lara Caruso
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E’ di ieri la notizia del ritrovamento del corpo di una  donna, avvolto in un sacco e nascosto all’interno di un congelatore.  Questo  fatto, avvenuto a Bologna , è purtroppo solo uno dei  tanti episodi  in cui le donne  subiscono  violenza da parte dei loro compagni.  Si tratta, in questi casi, di veri e propri omicidi commessi da parte dei loro partner . Spesso le vittime  però sono anche  ragazzine che vengono uccise da chi vuole esercitare un controllo sulle loro vite, oppure donne  che perdono la vita perché affette da AIDS , contratto senza la consapevolezza della sieropositività dei loro compagni. In Italia si ha una percezione di questo problema solamente da pochi anni e solo di recente episodi  raccapriccianti e crudeli come quello di Bologna vengono ricollegati al cosiddetto femminicidio, ovvero casi di omicidio in cui una donna viene uccisa “in quanto donna”.

Si intende, dunque, quando parliamo di femminicidio, di una forma estrema di violenza di genere contro le donne. In Italia però, a differenza di quanto avviene in altri paesi, non esiste una raccolta ufficiale che tenga conto del numero effettivo di casi di omicidio di donne. Soltanto grazie alle volontarie della “Casa delle donne per non subire violenza” di Bologna che, a partire dal 2005, vengono registrate tutte le notizie rilasciate dalla stampa che hanno per oggetto proprio le atrocità compiute sulle donne. Emerge da tali dati l’elevato numero di feminicidi e di come, a motivo di ciò, sia indispensabile un intervento preventivo e repressivo per contrastare il fenomeno. Occorre, infatti, una presa di posizione da parte della classe politica e anche il rilancio di campagne di sensibilizzazione attraverso i media al fine di condurre al superamento di quelle attitudini socio – culturali che “giustificano” tali atti di violenza.

Le donne, spesso, in difficoltà economiche, non abbastanza forti per immaginare un futuro senza un compagno e sentendosi lasciate sole da una società che punta a valorizzare il “meglio” della vita, sottostanno a soprusi e violenza che, nei casi estremi, le porta a perdere la loro stessa vita.

Lara Caruso

(Fonti: http://27esimaora.corriere.it/articolo/perche-si-chiama-femminicidio-2/)

 

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 28 Giugno 2013 13:01 )