Giornata mondiale dell’acqua
Il 22 marzo è il giorno del fatidico appuntamento che ci attende ogni anno da quando la Conferenza di Rio istituì, nel 1992, la Giornata Mondiale dell’acqua.
Quest’anno l’evento è stato ospitato dal Sud Africa, precisamente le celebrazioni hanno avuto luogo a Cape Town.
Il tema della qualità dell’acqua rappresenta uno dei principali problemi che affliggono il nostro pianeta. Infatti ancora oggi 1,1 miliardi di persone non ha accesso a forniture di acqua potabile, senza dimenticare che circa 1,4 milioni di bambini muoiono ogni anno per malattie prevenibili legate all'acqua, come la diarrea.
Quest’anno la manifestazione concentrerà la sua attenzione sulla difficile reperibilità dell’acqua potabile dovuta ai rapidi processi di urbanizzazione destinati a salire entro due decenni al 60%, con punte del 95% nei Paesi in via di sviluppo.
In Africa e Asia, per esempio, si calcola che la popolazione urbana raddoppierà tra il 2000 e il 2030. E anche se tra il 1998 e il 2008 1,052 miliardi di abitanti delle città hanno avuto accesso ad acqua potabile e 813 milioni a servizi igienici adeguati, gli abitanti nelle città nello stesso periodo sono cresciuti di 1,089 miliardi di persone compromettendo così il progresso raggiunto. I dati dunque sono preoccupanti considerando anche che 828 milioni di persone vivono in baraccopoli o in insediamenti impropri, senza adeguati servizi idrici e igienico-sanitari. Inoltre, i poveri pagano fino a 50 volte in più per un litro d'acqua rispetto ai loro vicini più ricchi, poiché spesso devono comprarla da fornitori privati.
Ma la sfida dell’oro blu nelle città è associata anche ad altre problematiche legate all’inurbamento quali: l’inquinamento delle acque provocato dai 2 milioni di tonnellate di rifiuti che vengono smaltiti in corsi d'acqua ogni giorno; le malattie determinate dalla scarsità di acqua potabile come il colera e la malaria; e infine le inefficienze nella manutenzione delle reti di distribuzione urbana.
"La rapida urbanizzazione - si legge dal sito web del World water day 2011 - porta con sé diverse sfide correlate a problemi di qualità delle acque e di risanamento. I grandi progressi nell'uso di servizi igienici adeguati negli ultimi decenni sono compromessi dalla rapida crescita della popolazione urbana". L'inquinamento dell'acqua, prosegue il sito on-line, è "nonostante i miglioramenti in alcune regioni, in aumento a livello globale". Il peggioramento della qualità della risorsa idrica sarebbe "il risultato di uno sviluppo economico guidato da urbanizzazione, industrie e sistemi di agricoltura intensiva" (fonte: World water day).
Tuttavia l’appuntamento annuale con le difficoltà nell’approvvigionamento dell’acqua rappresenta anche un momento di feconda riflessione, per cui sono state predisposte molteplici iniziative a livello nazionale e locale. Ad esempio Unicef per l’occasione ha promosso due campagne a favore della lotta contro la contaminazione delle acque sia in Pakistan che in Iraq.
Difatti secondo una ricerca del Pakistan Council for Research in Water Resources oltre l'80% dei campioni di acqua sono contaminati con batteri al momento dell’utilizzo. Per questo motivo l’organizzazione internazionale ha deciso di preparare un progetto insieme ai bambini delle principali scuole pakistane per ricercare metodi alternativi per mantenere l’acqua potabile nelle case e nelle scuole. I loro suggerimenti aiuteranno a costituire la base di un Manuale sulla depurazione delle acque nei punti di utilizzo, che verrà distribuito nelle scuole in tutto il Pakistan.
In Iraq, invece, dove 6 milioni di iracheni - tre milioni dei quali bambini e adolescenti - non hanno accesso all'acqua potabile, l’Unicef ha lanciato una campagna di sensibilizzazione, dove verranno coinvolti 11.000 bambini della scuola elementare che inviteranno le autorità governative a finanziare maggiori investimenti nelle infrastrutture idriche. Il progetto, in cui è coinvolta anche l’UE, prevederà la distribuzione di t-shirt e materiale informativo, e sarà affiancato da un campagna televisiva.
Tuttavia la sfida a cui ci invita questa vitale risorsa riguarda anche i paesi industrializzati che registrano il più alto consumo di acqua in bottiglia, tra cui l’Italia spunta tra i primi posti in Europa. Il dossier redatto da Legambiente e Altraeconomia, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, attesta che in Italia, solo nel 2009, si sono imbottigliati ben 12,4 miliardi di litri di acqua minerale, di cui solo l'8% destinato al mercato estero. Un mercato che ha fruttato 2,3 miliardi di euro a dispetto del quale non ha corrisposto un proporzionale aumento delle tariffe pagate dalle società imbottigliatrici alle regioni italiane, con canoni spesso ancora stabiliti da regolamenti vecchi di oltre trent'anni. Si auspica quindi che le regioni riescano ad attivare al più presto un lavoro di revisione dei canoni di concessione per l'imbottigliamento dell'acqua, affinché si possa registrare un notevole incremento dei fondi incassati che attualmente non sono nemmeno sufficienti a coprire i costi per lo smaltimento delle bottiglie vuote dell'acqua consumata.
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