Aperta ieri a Roma dall'Apat, l'Agenzia per l'ambiente, la conferenza nazionale per i cambiamenti climatici. "L'Italia - ha precisato il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio - è in ritardo di almeno dieci anni nella lotta all'effetto serra."
I rischi sulla salute non sono da sottovalutare affatto: le stime parlano di un aumento della mortalità pari al 3%. "Il compito del nostro paese - ha proseguito il ministro - è quello di incoraggiare l'uso e la distribuzione di energie alternative, in modo particolare cominciando da quella solare."
L'Italia è tra i paesi che pagheranno maggiormente le conseguenze del riscaldamento terrestre se non prenderà seri provvedimenti sin da subito; infatti, la temperatura nello Sstivale è cresciuta quattro volte di più della media del pianeta, si stima: 1,4 gradi in 50 anni contro gli 0,7 in un secolo. Le piogge sono diminuite del 5%, i fiumi stanno subendo una progressiva riduzione della loro portata ed il volume dei nostri ghiacciai si è dimezzato, le coste sono diminuite di un terzo. Il rischio della siccità inoltre non interessa più soltanto il mezzogiorno del Bel Paese ma anche la Pianura Padana. Il termine per realizzare una politica nuova di tutela ambientale è il 2012 quando scadrà il protocollo di Kyoto.
Nicoletta Consumi - DEApress
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