Un ottimo raccolto di uva prelude ad un'altra buona annata di vino ‘made in UK’. Stiamo parlando della Gran Bretagna e di un fenomeno che in questi ultimi dieci anni va accentuandosi. Una situazione che si verifica in tutti i vigneti britannici: frutto, questa volta non disastroso, dei cambiamenti climatici? Chi dice di sì, chi di no. Sta di fatto che una zona geografica più nota per la birra ora sta conquistando un suo spazio nel settore enologico.
D'altronde Marcus Sharp, enologo del Denbies Wine Estate, racconta che questa è veramente un’ottima vendemmia. Frutti maturi e in grande quantità. Il punto di maturazione è andato migliorando, i volumi sono aumentati e l’acidità è diminuita. Insomma non è improbabile che la maggiore e migliore produzione del vino inglese sia aiutata da temperatura decisamente favorevole.
Gran parte dell’Inghilterra meridionale sarà persino troppo calda per la viticoltura. Nel 2080 sarà probabile trovare vigneti nelle Highlands scozzesi, la Côte d’Ecosse, si potrebbe chiamare così.Fino a cinquant’anni fa c’erano pochi vigneti in questo paese. Il numero è aumentato in modo esponenziale a partire dalla metà del secolo scorso – si può anche vedere come nel tempo il limite delle terre coltivate a vigna si sia spostato a nord verso la frontiera anglo-scozzese.
I vigneti britannici registrati da 333 nel 2002, sono diventati 416 nel 2008, con un aumento della superficie coltivata che da 812 è passata a 1.106 ettari nello stesso lasso di tempo. E il mercato segue: le vendite sono aumentate quasi del 100% in dieci anni. L'amministratore del Denbies Wine Estate, Chistopher White spiega: “Abbiamo sentito gli effetti dei cambiamenti climatici qui. Negli ultimi anni abbiamo quindi deciso di sperimentare nuove varietà che non erano mai state coltivate nel Regno Unito, come il Sauvignon Blanc. Abbiamo davvero rischiato 20 anni fa piantando il Pinot Noir e si è rivelata una delle nostre scelte migliori. Lo spumante britannico ha raggiunto ottimi livelli. Stiamo vincendo premi a livello internazionale e vent’anni fa non accadeva”.
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