Tempi duri per le specie rare

Mercoledì 24 Marzo 2010 12:31
Stampa

Da internazionale.it

Come nel caso del riscaldamento globale, gli stati e le organizzazioni internazionali faticano a trovare un accordo sulla difesa delle specie in via d’estinzione.

Durante la conferenza della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate d’estinzione (Cites), in corso a Doha, in Qatar, la proposta dell’Europa sull’interdizione al consumo di tonno rosso, che rischia l’estinzione a causa del consumo eccessivo, è stata bocciata. Il Giappone, che è il principale consumatore di questa specie di tonno e che si oppone da sempre a misure restrittive sul commercio e sul consumo, è riuscito a convincere molti paesi in via di sviluppo a schierarsi contro la proposta europea.

L’Unione europea, spiega Le Monde in un editoriale, ha cercato negli ultimi anni di mettersi all’avanguardia nella lotta al riscaldamento globale e nella difesa delle specie a rischio, in nome dell’interesse generale delle generazioni future, contro la logica del consumo e dello sfruttamento a breve termine. “Un piano coraggioso ma difficile da realizzare, perché incontra la resistenza degli industriali da una parte e dei pescatori dall’altra”.

Inoltre, la conferenza di Doha, così come quella sul clima di Copenaghen, ha dimostrato che le ambizioni di sviluppo dei paesi emergenti non possono essere ignorate. È importante che i paesi ricchi lo capiscano. Solo così si potrà uscire dall’opposizione frontale tra nord e sud del mondo.

Ma una buona notizia è arrivata da Doha. “La Cites ha confermato il divieto al commercio di avorio, bocciando le richieste di Tanzania e Zambia di un alleggerimento delle normative attuali”.

LIndependent si occupa invece della caccia alle balene: “La moratoria contro la pesca e il commercio di questa specie in via d’estinzione, in vigore dal 1986, è considerata una delle più grandi conquiste del movimento ambientalista. Ma ora un accordo segreto potrebbe spazzare via questo provvedimento. A quanto pare, infatti, gli stati hanno raggiunto un accordo per legittimare la posizione giuridica a livello internazionale di Giappone, Islanda e Norvegia, gli unici paesi che continuano a cacciare le balene nonostante il divieto stabilito nel 1994 dalla International whaling commission (Iwc)”.

Sembra che ad appoggiare il piano ci siano anche gli Stati Uniti, che negli ultimi anni si erano opposti fermamente alla caccia delle balene. “Se dovesse concretizzarsi, sarebbe uno dei più grandi fallimenti nella lotta alla conservazione delle specie animali, come la conferenza di Copenaghen lo è stata per il clima”.

Share

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 26 Marzo 2010 13:51 )