1° Marzo a Firenze

Mercoledì 02 Marzo 2011 12:01
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1° marzo 2011. Firenze. Una piazza mezza vuota. Pochi i rappresentanti di associazioni, esponenti pubblici e di sindacati. Pochi manifestanti. Sarà stato il freddo di questo inizio mese che ha contribuito a questa debole risposta o forse anche la mancanza di una più vasta informazione. Nonostante ciò, tutto è andato avanti come da programma. Molti gli interventi, e molte le tematiche trattate. Si sono toccati argomenti importanti come il ruolo dell’immigrato nella politica ed economia del paese, il bisogno oggettivo dell’approvazione di una vera legge che tuteli rifugiati e richiedenti asilo. Molte le richieste, tra le quali l'abrogazione della Bossi-Fini, l'estensione dell'articolo 18 del testo unico sull'immigrazione come tutela per tutti i lavoratori che denunceranno di essere stati costretti all'irregolarità, l'abrogazione del reato di clandestinità e la chiusura dei Cie. Verso le 18.00, in contemporanea con tutte le città italiane che hanno aderito al Primo Marzo, i manifestanti hanno lanciato i palloncini gialli che hanno colorato anche quest’anno la piazza, dando dimostrazione che, anche se in pochi noi eravamo li. La manifestazione è stata dedicata a Naureddine Adnane, il marocchino 27-enne, che si è dato fuoco in segno di protesta contro i vigili urbani di Palermo dai quali era stato contestato per il lavoro di ambulante e che per la quinta volta gli avevano sequestrato la merce. Il giovane è morto dopo 8 giorni di lunga agonia. La piazza ha tenuto un minuto di silenzio. Subito dopo l'attenzione si è rivolta ai fatti che stanno interessando il nord Africa. Un collegamento diretto da Tunisi di un inviato che ha raccontato ai partecipanti la verità, quello che ancora realmente succede nella Tunisia post Ben Ali e che nelle tv italiane non si vede. Tutto sì è concluso con la musica africana.
Rezarta Selam Eminaj

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