Ricordando L'Aquila

Martedì 05 Aprile 2011 13:04 Roberta De Luca
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Ricordando L’Aquila

Domani ricorre il secondo anniversario del terremoto che, il 6 aprile 2009, distrusse la città dell’Aquila e provincia. La situazione a due anni dal tragico evento è ancora avvilente; sono ancora in 38.000 gli sfollati che abitano ancora in abitazioni provvisorie distribuiti tra alloggi a carico dello Stato e strutture ricettive abruzzesi, mentre circa 13 mila sono gli individui che beneficiano del contributo di autonoma sistemazione (200 euro a persona ogni mese). Sebbene siano aperti attualmente 11.000 cantieri per la ricostruzione, la questione principale riguarda gli edifici classificati “E”, vale a dire quelli gravemente danneggiati, di cui nel solo capoluogo se ne contano ben 8.700. A essere penalizzati maggiormente sono i cittadini delle piccole province poiché le loro abitazioni sono localizzate nei centri storici a cui si dà la priorità nei piani di ricostruzione; progetti che, tuttavia, non sono ancora stati presentati dai Comuni.
Per il 6 aprile è prevista nella città dell’Aquila una serie di manifestazioni in ricordo del disastro per le quali è stata richiesta dai cittadini soltanto la presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, mentre si sono sollevate proteste nei confronti del Presidente del Consiglio attraverso l’esposizione di slogan contrari a un’eventuale visita di Berlusconi.
Infatti una parte della popolazione lamenta un’inefficienza da parte delle autorità nel processo di ricostruzione che secondo la ricerca "Microdis-L'Aquila", degli atenei di Firenze, Marche e L'Aquila è più lenta che in Indonesia. Ma il dato più allarmate che emerge da questo studio è l’aumento di patologie quali ansia e depressione che colpisce maggiormente i giovani, e che è dovuto principalmente alla mancanza di un luogo di ritrovo dove poter ricreare una rete sociale. Per non parlare degli sforzi economici che devono fronteggiare i terremotati che, dopo una sospensione di 15 mesi, da luglio 2010 hanno ripreso a pagare le imposte e, dal prossimo novembre, dovranno pagare in aggiunta anche quelle non versate da aprile 2009 a giugno 2010, nell'ambito di un regime fiscale da molti definito penalizzante rispetto ai sismi di Umbria-Marche e Molise.
Dunque nonostante siano stati stanziati  14.767 miliardi di euro con il decreto Abruzzo 30/2009, la strada della ricostruzione è ancora irta e i terremotati affrontano ancora giorno dopo giorno nuove sfide a cui difficilmente sapranno far fronte con le solo loro forze.

(Fonte:Ansa)

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