Wikipedia e la censura sul web

Mercoledì 05 Ottobre 2011 17:23 Fabrizio Cucchi
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Oggi abbiamo assistito all'auto- oscuramento di Wikipedia, in protesta contro le misure in discussione in tema di censura del web, nel più generale ambito della censura "in generale" ossia il famigerato "DDL intercettazioni". Riporto un estratto del comunicato presente sul loro sito:"[....] Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine. Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato. Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l'introduzione di una "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.[....]".
Le forme di censura del web, effettive o progettate, si iscrivono, a mio parere, nel più generale problema dello scarso rispetto della libertà d'espressione in Italia. Comunque sembra che, almeno per quanto riguarda Wikipedia, i legislatori siano intensionati a ridimensionare i propri intenti censorii. Infatti secondo il sito del quotidiano "Repubblica" ( http://www.repubblica.it/politica/2011/10/05/news/paniz_carcere-22728880/?ref=HREA-1):
"Avranno obbligo di rettificare entro 48 ore solo le testate on-line che risultano registrate. E' questo l'accordo bipartisan raggiunto in Comitato dei Nove, che sta esaminando il ddl Intercettazioni."( http://www.repubblica.it/politica/2011/10/05/news/paniz_carcere-22728880/?ref=HREA-1).
Ora "la palla" passa ai giornalisti....

Fabrizio Cucchi, DEApress

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