Il Processo di Bologna

Martedì 22 Maggio 2007 12:47
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Con il fine di integrare il Comunicato stampa diffuso dai Collettivi Universitari riportiamo la descrizione del "Processo di Bologna" che potrete trovare sul sito BolognaProcess, appositamento costruito con la collaborazione dell'Agenzia Nazionale Socrates come strumento utilizzato dai Promotori di Bologna "per la diffusione delle informazioni" all'interno del mondo accademico italiano.
 
"Il Processo di Bologna è un processo di riforma a carattere europeo che si propone di realizzare entro il 2010 uno Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore. Vi partecipano al momento 45 paesi europei [1], con il sostegno di alcune organizzazioni internazionali. Si tratta di un grande sforzo di convergenza dei sistemi universitari dei paesi partecipanti che sta coinvolgendo direttamente tutte le istituzioni europee e le loro componenti. L'obiettivo perseguito è che nel 2010 i sistemi di istruzione superiore dei paesi europei e le singole istituzioni siano organizzati in maniera tale da garantire:

Si tratta indubbiamente di un obiettivo ambizioso e non esclusivamente riconducibile al Processo di Bologna. Il Processo si propone tuttavia di predisporre e rendere operativi gli strumenti necessari al suo raggiungimento.

Occorre chiarire subito due aspetti fondamentali del Processo di Bologna.
In primo luogo, esso non si basa su un trattato internazionale a carattere vincolante per i governi dei vari paesi: anche se i ministri responsabili hanno sottoscritto documenti di vario tipo, ciascun paese - e la sua comunità accademica - aderisce liberamente e volontariamente ai principi concordati, sollecitato soltanto dal desiderio di realizzare un obiettivo comune.
In secondo luogo, il processo non si propone l'armonizzazione dei sistemi di istruzione europei, ma persegue il mantenimento della loro diversità, sia pur all'interno di una cornice comune; e si impegna a costruire ponti tra paesi e sistemi di istruzione diversi, mantenendone al contempo la specificità.

Il processo si realizza a vari livelli: internazionale, nazionale ed istituzionale.

A livello internazionale vi sono varie modalità di collaborazione e varie strutture che contribuiscono all'avanzamento del processo.
Innanzitutto, i Ministri dell'Istruzione dei paesi partecipanti si incontrano ogni due anni per valutare i risultati raggiunti, formulare ulteriori indicazioni e stabilire le priorità per il biennio successivo. Dopo il primo incontro a Bologna nel 1999, i Ministri si sono riuniti a Praga nel 2001, a Berlino nel 2003 e a Bergen nel 2005. Il prossimo incontro si terrà a Londra nel 2007.
Nei periodi intercorrenti tra le conferenze ministeriali un ruolo fondamentale è svolto dal cosiddetto " Bologna Follow-up Group" (Gruppo dei Séguiti di Bologna), che si riunisce due volte all'anno ed è composto dai rappresentanti di tutti i paesi firmatari e dalla Commissione Europea. Il Consiglio d'Europa, l'EI (Education International Pan-European Structure), l'ENQA (l'associazione delle Agenzie per l'accertamento della qualità), l'ESIB (organismo di rappresentanza degli studenti), l'EUA (Associazione delle università europee), l'EURASHE (che rappresenta il settore non-universitario), l'UNESCO-CEPES e l'UNICE (la confederazione degli industriali europei) svolgono il ruolo di membri consultivi. Infine, numerosi seminari, detti "di Bologna", vengono organizzati ogni anno in varie sedi europee per discutere i temi connessi al processo, esaminare gli ostacoli ancora esistenti e proporre nuove forme di collaborazione.

Il livello nazionale vede in ciascun paese il coinvolgimento del governo e, in particolare, del Ministro titolare dell'Istruzione superiore, della Conferenza dei Rettori o altre Associazioni di istituzioni di istruzione superiore, delle Organizzazioni studentesche e, in alcuni casi, anche delle Agenzie per l'accertamento della qualità, delle Associazioni imprenditoriali o di altre organizzazioni di rilievo. Molti paesi europei hanno già attuato riforme strutturali dei loro sistemi di istruzione superiore per adeguarsi agli obiettivi di Bologna, mentre altri si preparano a farlo: in alcuni casi questo significa modificare la struttura dei titoli e l'organizzazione dei corsi di studio, in altri introdurre il sistema di crediti europeo o agevolare la mobilità di studenti e laureati.

A livello istituzionale sono stati coinvolti nel processo di riforma Facoltà, Dipartimenti, Corsi di studio e molti altri attori istituzionali, con priorità diverse da paese a paese, da istituzione a istituzione. Occorre sottolineare il ruolo fondamentale delle istituzioni nel Processo di Bologna e affermare con chiarezza che, senza il coinvolgimento diretto e la partecipazione convinta degli accademici, cui spetta la corretta applicazione dei principi europei a livello istituzionale, sarà molto difficile raggiungere alcuni degli obiettivi indicati dai Ministri sin dall'inizio del processo.

La Dichiarazione iniziale firmata a Bologna (1999) enunciava sei obiettivi specifici:

Su tali principi si sono espresse nel Messaggio di Salamanca anche le istituzioni europee, rappresentate dalla EUA, le quali, riaffermando la loro autonomia, hanno dichiarato la loro piena disponibilità a perseguirli. A loro volta gli studenti dell'ESIB hanno presentato la Dichiarazione di Goteborg quale loro contributo al successivo incontro dei Ministri.

Dato il carattere dinamico del processo, la Conferenza ministeriale di Praga (2001) lo arricchiva di nuovi obiettivi. In particolare:

L'incontro di 40 Ministri a Berlino ha aggiunto un altro importante obiettivo al Processo di Bologna:
La ricerca ha un ruolo fondamentale nell'istruzione superiore in Europa: lo spazio Europeo dell'Istruzione superiore e lo Spazio Europeo della Ricerca costituiscono i due pilastri di una società basata sulla conoscenza. Occorre quindi andare al di là dei due cicli ed includere un terzo ciclo - il dottorato di ricerca - nel processo di convergenza europea.

Sempre a Berlino i Ministri hanno deciso di valutare nel successivo incontro di Bergen (2005) i progressi fatti sui tre obiettivi del processo di Bologna identificati come prioritari:

A tal fine hanno incaricato il Gruppo dei Séguiti di Bologna di realizzare un'analisi comparativa dei risultati ottenuti nei tre settori dai singoli paesi partecipanti e di far effettuare un approfondimento su due temi particolari:

Nel recente incontro di Bergen (19-20 maggio) i Ministri hanno recepito il rapporto del Gruppo dei Séguiti sullo stato di avanzamento dei processi di riforma nazionali nelle tre aree identificate come prioritarie, rilevando il progresso fatto ed i problemi ancora da risolvere. Hanno inoltre recepito il documento del gruppo di lavoro sullo Schema europeo di riferimento per i titoli accademici, che comprende tra l'altro i "Descrittori di Dublino", impegnandosi all'elaborazione entro il 2010 di schemi nazionali compatibili con tale schema europeo. Hanno infine adottato i criteri e le linee guida proposte dall'ENQA per l'accertamento della qualità e accolto il principio di un registro europeo delle Agenzie di valutazione sottoposto a verifica nazionale.

Le nuove priorità delineate dai Ministri per il periodo 2005-2007 riguardano:

Per la riunione di Londra del 2007 sarà dato mandato all'EUA di preparare un rapporto sui principi fondamentali relativi agli studi di dottorato, mentre il Gruppo dei Séguiti presenterà i dati relativi alla mobilità e alla dimensione sociale degli studi nei paesi partecipanti.
Al Gruppo dei Séguiti si richiede, inoltre, di continuare l'analisi dei progressi fatti nei vari paesi in relazione a cicli di studio, qualità e riconoscimento, con particolare attenzione a:


[1] I 45 Paesi del Processo di Bologna Albania, Andorra, Armenia, Austria, Azerbaijan, Belgio, Bosnia e Herzegovina, Bulgaria, Città del Vaticano, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Moldavia, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica ex-Yugoslava di Macedonia,Repubblica Slovacca, Romania, Russia, Serbia e Montenegro, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria.
 
Fonte:  http://www.bolognaprocess.it/content/index.php?action=read_cnt&id_cnt=5718 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 22 Maggio 2007 12:50 )