Sciopero generale della cultura

Mercoledì 23 Marzo 2011 14:12 Ivan De Stefano
Stampa

Tutti i settori legati all’arte e alla cultura hanno indetto tre giornate di sciopero generale a causa dei massicci tagli effettuati al settore dal governo. Cinema, teatro, danza, musica hanno fatto quadrato, superando le appartenenze politiche, per protestare compatti. Il settore artistico-culturale produce il 2,6%del Pil, facendo entrare nelle casse dello Stato 40 miliardi di euro. Per ogni euro che lo Stato spende per questi settori, le attività culturali garantiscono un rientro triplicato rispetto alla spesa iniziale. L’obiettivo della protesta è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sugli effetti che avrà un taglio così drastico e radicale dei finanziamenti. Inoltre I settori della cultura e dello spettacolo chiedono che vengano prese alcune misure per far fronte ai loro problemi, iniziando con il reintegro del Fus, Fondo unico per lo Spettacolo, che garantirebbe un certo grado di introiti economici al settore; incentivazioni fiscali per le donazioni al settore; promuovere la creatività e la modernizzazione coinvolgendo sia gli enti locali che le istituzioni europee.

Chiudendo i luoghi adibiti a queste manifestazioni si vuole far vedere l’importanza cruciale del settore, sia a livello economico, dati gli introiti che produce, sia a livello prettamente culturale, come strumento di emancipazione e sviluppo di una cittadinanza consapevole. Le strutture che ospitano questi eventi sono al collasso, come anche i beni culturali, testimoniato dall’eclatante crollo della casa dei gladiatori a Pompei. Abbiamo il patrimonio artistico tra i più vasti al mondo. L’Italia, al centro del Mediterraneo, ha visto nella sua storia, popoli, culture, tradizioni che hanno lasciato il segno nel nostro paese. E perché non valorizzare adeguatamente ciò che più ci rappresenta? Parlare dell’importanza del Made in Italy, significa valorizzare solamente la Fiat 500 oppure borse e scarpe, peraltro di ottima qualità? La protesta organizzata vuole denunciare la decadenza del mondo della cultura. Anche quelle manifestazioni di rilevanza internazionale come la Biennale di Venezia o il museo di arte contemporanea Maxxi,  giudicato uno dei migliori musei al mondo, hanno visto ridursi drasticamente i fondi, come pure teatri, biblioteche e musei di minore rilevanza. Per il 25 marzo è stato indetto uno sciopero generale nazionale del settore, il 26, 27 e 28 la protesta continuerà all’interno delle strutture interessate con varie iniziative a titolo informativo.

fonte: il Manifesto

Paola Cama, DEApress

Share