
Versi di poesia trovano spazio sui muri delle vie di Firenze. Passeggiando nei pressi dell'università di Lettere e dintorni(Piazza Brunelleschi, via Alfani, Via della Colonna...), si possono notare dei fogli con una siglia rossa, MeP. Così si firma il Movimento per l'Emancipazione della Poesia, un gruppo formato da giovani poeti che cercano di restituire il valore originario e unico della parola.Infatti nel Manifesto di tale movimento poetico ( www.movimentoemancipazionepoesia.tk) si legge: "Il MeP si propone di restituire alla poesia il ruolo egemone che le compete sulle altre arti e al contempo di non lasciarla appannaggio di una ristretta élite, ma di riportarla alle persone, per le strade e nelle piazze...Un atto violento, dunque, è quello della parola sul lettore e altrettanto lo è quello dell' attacchinaggio abusivo, che fa perno e trae la sua forza dall'immediatezza della parola scritta...".
Come si può intendere dalle frasi qui sopra citate, il movimento, con questa iniziativa "clandestina", cerca di dare voce all'arte poetica che nel tempo, purtroppo, sta perdendo valore.Si tenta di "far sbattare il muso contro il muro", ma un muro poetico. Non solo il mezzo di trasmissione è di forte impatto, gli stessi versi sono carichi di sentimenti,sensazioni contrastanti che caratterizzano l'esistenza umana.Così recita una delle tante poesie affisse: "Filastrocche di giorno/ pugnali di notte/ spesso avvelenati/ previa tradizione." e ancora "Dublino,23 settembre/ persino il vento/ si rifiuta di dipingere le nostre facce./ Cianotiche." Essenzialmente momenti poetici portati nella vita di ogni giorno. Il sublime nella quotidianità.
Helen Zazzini DEApress

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