I 16 magistrati riuniti ieri alla Sala 61 del Tribunale Supremo hanno sentenziato all'unanimità che ASB non potrà esser iscritto nel Registro dei Partiti Politici. I tentativi dei difensori della formazione indipendentista, oltre a accusare il Ministero degli Interni di aver commesso un atto incostituzionale, hanno cercato di dimostrare come lo statuto di ASB rispettasse la Ley Organica de Partidos Politicos, ma i tentativi sono stati vani.
Dopo appena due ore di confronto pubblico, il Tribunale Supremo, con straordinaria rapidità, ha così confermato i giudizi della Fiscalia e della Abogacía dello Stato.
Iñigo Iruin, difensore di ASB, ha dichiarato che in questo caso è stata messa sotto processo una ideologia e il giudizio non ha niente a che vedere con la legislazione spagnola: è impossibile considerare ASB la prosecuzione di Batasuna, non avendo la nuova formazione indipendentista svolto alcuna attività. Iruin ha sostenuto che in prima istanza ASB avrebbe dovuto aver la possibilità di iscriversi al Registro dei Partiti Politici e, in un secondo tempo, a seconda del lavoro svolto dal partito, si sarebbe potuto iniziare a parlare di illegalizzazione.
Alvarez ha dichiarato che in questo modo il processo rischia di saltare definitivamente: tutte le condizioni perchè un processo si possa ritenere in atto non esistono sia dal punto di vista della militrizzazione del territorio Basco, sia per la condizione in cui versano le centinai di prigionieri politici dispersi nelle carceri spagnole, sia rispetto all'illegalizzazione e quindi la preclusione alla vita democratica di qualsiasi gruppo indipendentista.
Il PSOE ha invece dichiarato di non aver niente da aggiungere alle sentenze della magistratura la cui scelta è stata indipendente.
A questo punto, la sinistra indipendentista rilancia a tutti i partiti interessati dalle prossime elezioni in Euskal Herria l'appello a non formare istituzioni che siano figlie di una manovra antidemocratica che non permette al popolo basco di esprimersi realmente.
Dopo appena due ore di confronto pubblico, il Tribunale Supremo, con straordinaria rapidità, ha così confermato i giudizi della Fiscalia e della Abogacía dello Stato.
Iñigo Iruin, difensore di ASB, ha dichiarato che in questo caso è stata messa sotto processo una ideologia e il giudizio non ha niente a che vedere con la legislazione spagnola: è impossibile considerare ASB la prosecuzione di Batasuna, non avendo la nuova formazione indipendentista svolto alcuna attività. Iruin ha sostenuto che in prima istanza ASB avrebbe dovuto aver la possibilità di iscriversi al Registro dei Partiti Politici e, in un secondo tempo, a seconda del lavoro svolto dal partito, si sarebbe potuto iniziare a parlare di illegalizzazione.
Alvarez ha dichiarato che in questo modo il processo rischia di saltare definitivamente: tutte le condizioni perchè un processo si possa ritenere in atto non esistono sia dal punto di vista della militrizzazione del territorio Basco, sia per la condizione in cui versano le centinai di prigionieri politici dispersi nelle carceri spagnole, sia rispetto all'illegalizzazione e quindi la preclusione alla vita democratica di qualsiasi gruppo indipendentista.
Il PSOE ha invece dichiarato di non aver niente da aggiungere alle sentenze della magistratura la cui scelta è stata indipendente.
A questo punto, la sinistra indipendentista rilancia a tutti i partiti interessati dalle prossime elezioni in Euskal Herria l'appello a non formare istituzioni che siano figlie di una manovra antidemocratica che non permette al popolo basco di esprimersi realmente.
Davide Pinelli - DEApress
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
