Il governo turco in queste ore sta pensando alla possibilità di lanciare un'offensiva militare oltre il confine per colpire i campi profughi della guerriglia kurda: gli Stati Uniti e l'Iraq stanno cercando di frenare l'iniziativa.
La volontà di preparare l'iniziativa sarebbe stata determinata dall'attento suicido che la settimana scorsa ha provocato 6 morti e un centinaio di feriti ad Ankara. L'attentatore, secondo il governo turco si sarebbe mossi dai campi nel nordo dell'Iraq. Nonostante il Pkk (Partito dei lavoratori turchi) continui a smentire la propria partecipazione all'attentato il governo turco accolla alla formazione rivoluzionaria curda anche la paternità di un altro tentato attentato, sventato solo grazie all'arresto di una donna in possesso di 11 Kg di esplosivo provenienti, secondo il governo turco proprio dalla regione autonomo del post-Saddam in Iraq.
Il premier Erdogan (Akp) è apparso ieri in televisione per spiegare meglio la sua posizione a nome del Partito di giustizia e sviluppo dichiarando che il governo Turco compirà qualsiasi mossa e azione tesa a difendera la sicurezza e la tranquillità dei cittadini turchi. Sulla scia di queste dichiarazioni è intervenuto anche il ministro degli Esteri il quale ha dichiarato, nonostante fino ad a poco tempo fa avesse escluso un intervento militare in territorio irakeno, che la pazienza del governo turco ha un limite, un chiaro riferimento al cambiamento di rotta.
Per ora comunque l'ipotesi sembra sia solo un deterrente per valutare le reazioni del Pkk soprattutto perchè il governo turco non ha vuto il benestare nè del governo di Baghdad nè tantomeno di quello di Washintong.
La posizione del governo Statunitense è stata poi ribadita da Condoleezza Rice durante un colloquio telefonico con Gul, il suo omologo turco: sicuramente un attacco turco in quella zona rischierebbe solo di aumentare le tensioni in una regione che sta già esplodendo. Probabilmente i calcoli di Baghdad e Washintong sono prima militari che politici.
La situazione rimane comunque molto delicata e vedremo cosa riserveranno le prossime ore e quale sarà la decisione che prevarrà visto che il governo turco - a suo dire - deve rapportrsi con una opinione pubblica sempre più insofferente difronte agli attacchi terroristici che il Pkk non ha comunque rivendicato.
Davide Pinelli - DEApress
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