Il tempo è scaduto. In pratica è quanto afferma l'organizzazione armata Euskadi ta Askatasuna (ETA) in un comunicato inviato al quotidiano indipendentista Gara. L'ETA aveva dichiarato il cessato il fuoco permanente nel marzo del 2006. Il governo spagnolo guidato da Zapatero - come viene affermato nell'ultimo comunicato - aveva preso in considerazione la possibilità di risolvere il conflitto solo in linea teorica: se da una parte erano stati avviati dei negoziati segreti in cui le parti in causa mettevano sul tavolo le proprie condizioni, la realtà basca non era cambiata. Il governo spagnolo non aveva provveduto alla smilitarizzazione del territorio, non aveva rilegalizzato i partiti messi fuorilegge negli ultimi anni rincarando la dose con nuove illegalizzazioni, non aveva riavvicinato i circa 650 prigionieri politici dispersi nelle carceri spagnole.
L'ETA aveva compiuto l'attentato del 30 dicembre dichiarando ancora in vigore il cessate il fuoco come atto dimostrativo verso Madrid mostrando che l'organizzazione ETA non stava perdendo la propria attitudine allo scontro armato.
Oggi l'ETA ha ritenuto che Madrid non abbia recepito questi segnali e afferma che non ci sono più le condizioni per considerare percorribile un percorso democratico di risoluzione del conflitto. Da domani 6 giugno il cessate il fuoco non sarà più in vigore: questo potrebbe essere il preludio a nuovi attacchi militari contro i centri di potere spagnoli.

Davide Pinelli - DEApress
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