Ibarretxe incontra Zapatero

Mercoledì 20 Giugno 2007 15:25
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Juan José Ibarretxe è arrivato questa mattina alle 10.45 al Palazzo della Moncloa dove è stato ricevuto dal premier spagnolo Zapatero con il quale raggiungerà un accordo politico da mettere in atto contro ETA.
L'appuntamento si inserisce in una serie di incontri il cui obiettivo è quello di rinforzare l'unità delle istituzioni e dei partiti politici dopo la rottura della tregua da parte di ETA. Ibarretxe incontrerà anche alcuni portavoce di CiU e EA, che mercoledì scorso erano in viaggio ufficiale.
Il portavoce dell'esecutivo di Lakua, Miren Azkate, è convinto che Ibarretxe riproporrà difronte al presidente spagnolo il suo compresso da attuare con fermezza contro ETA chiedendo un'iniziativa politica che non può fermarsi all'azione-reazione, riferendosi all'arresto di Otegi e alla situzione di De Juana.
Più di una volta il portavoce e Ibarretxe hanno espresso la dispnibilità a mettere in campo "tutte le forze necessarie per combattere la violenza e ETA per dare sicurezza alle persone minacciate, ma su una base strategica che respinga la logica del 'tutto è consentito'"
L'opinione del Governo di Lakua è quella che il futuro non possa riguardare solo la lotta contro ETA, ma è arrivato il momento di guardare avanti e scendere nel campo politico per portare avanti iniziative in modo deciso.

Verrebbe però da domandarsi, dove fossero tutti questi buoni propositi quando ad avanzare la proposta politica del processo di pace era la sinistra indipendentista. Sarebbe superficiale ridurre la questione all'attuale senza prendere atto del fatto che la rottura del cessate il fuoco da parte di ETA ha seguito un iter lungo e travgliato: ci sono stati diversi incontri su cui sono trapelate solo alcune notizie e indiscrezioni in cui ETA e il Governo Spagnolo avebbero preso accordi che poi, con il passare del tempo, Zapatero non ha rispettato.
La sinistra indipendentista ha denunciato più volte il fatto che Zapatero stesse cercando di paralizzare il processo per far riprendere terreno politic al PNV. L'attentato di Barajas si colloca proprio in questo contesto: era cioè un avvertimento rispetto al fatto che ETA era pronta a tornare alla lotta armata nel caso il governo spagnolo non avesse riconcesso legittimità e legalità alle formazioni della sinistra indipendentista, non avesse smilitarizzato il territorio e riavvicinato a Euskal Herria i prigionieri politici rendendoli partecipi del processo di pace.
Così non è stato e le ultime elezioni sono state probabilmente il momento di rottura definitiva. Zapatero non ha avuto il coraggio di fare ciò che fece il governo di LOndra in relazione alla situazione Irlandese.
La proposta e l'iniziativa politica sono sul piatto ormai da mesi ma nessuno sembra interessato a raccoglierla: in questi termini non si capisce quali sia la proposta del PNV se non quella di continuare a sbandierare intenti che poi, nella realtà, si trasformana in una conservazione del potere da una parte e in repressione dall'altra.
 
Davide Pinelli - DEApress 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Novembre 2007 21:22 )