E' di 63 morti e 37 dispersi l'ultimo bilancio di una micidiale esplosione di grisù avvenuta ad oltre mille metri di profondità nei cunicoli di una miniera della regione carbonifera del Don, in Ucraina orientale. E secondo il sindacato dei minatori ci sono ben poche speranze di ritrovare in vita quanti mancano all'appello. Dei 457 che ufficialmente erano al lavoro la scorsa notte, i minatori finora portati in salvo, grazie al lavoro delle 65 squadre di soccorso coadiuvate dalle 21 equipe mediche che lavorano sul posto, sono oltre 360, fra i quali vi sono 27 feriti ricoverati in ospedale. "La temperatura è salita in modo mostruoso e non si riusciva a vedere nulla. Mi sono infilato il respiratore e ho trovato la via di fuga seguendo a tentoni le tubazioni e le rotaie", ha raccontato Vitaly Kvitkovsky, uno degli scampati. Le gallerie della miniera di Zasiadko sono tuttora piene di fumo e l'incendio scatenato dall'esplosione della scorsa notte è ancora attivo in diversi punti del reticolo di gallerie, dove ci sono stati crolli e sono stati danneggiati i canali di ventilazione. Il capo del sindacato minatori di Zasiadko, Yuri Zayats, ha ammesso che per i dispersi le speranze sono vicine a zero.
Rossana Magli - DEApress
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