Trattative di Annapolis in crisi

Lunedì 24 Dicembre 2007 13:26 DEApress
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«Abbiamo bisogno degli aiuti del governo italiano e di quello del primo ministro Romano Prodi per aiutare i palestinesi a recuperare i loro diritti, gli europei in generale e gli italiani devono esercitare pressione sugli israeliani» E’ quanto ha affermato ieri l'ex primo ministro fondamentalista di Hamas Ismail Haniyeh rivolgendosi al nostro presidente del consiglio chiedendo un gesto di disponibilità.
Ma in questo momento il governo israeliano non sembra disposto a concessioni. Olmert dopo le aperture di Annapolis e dopo i nuovi lanci di missili Kassam ha bisogno di mostrarsi risoluto per non regalare consensi all'opposizione di destra. Dunque rilancia i progetti per l'espansione di quella Grande Gerusalemme avviata quando lo stesso Olmert era sindaco della Città santa.
La ripresa dei finanziamenti governativi per la costruzione di nuovi insediamenti nell'area di Gerusalemme rischia però di bloccare i negoziati con il presidente palestinese Abu Mazen e con il governo del premier Fayad Salam.
I progetti del governo sono stati denunciati dall'organizzazione pacifista israeliana Peace Now (Pace adesso) dopo l'individuazione nella Finanziaria di nuovi stanziamenti destinati agli insediamenti intorno a Gerusalemme.
«Abbiamo scoperto - spiega Yariv Oppenheimer responsabile di Peace Now - che la Finanziaria 2008 stanzia 48 milioni di shekel (circa 8milioni di euro, ndr) per la costruzione di 250 alloggi nella colonia di Maale Adumim e altri 50 milioni per la costruzione di 500 alloggi a Har Homa». Rafi Eytan, capo del ministero per i Pensionati, ha confermato che Israele non ha mai promesso il congelamento degli insediamenti all'interno della municipalità di Gerusalemme e intende quindi completarne il progetto.
«Secondo il presidente palestinese Abu Mazen e i responsabili della delegazione dell'Autorità nazionale palestinese, protagonista dei nuovi colloqui con il governo israeliano, la ripresa delle costruzioni intorno a Gerusalemme rischia di bloccare le trattative avviate dopo Annapolis.

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